Essere gay in Italia negli anni ’70, il primo movimento FUORI! e Raffaella Carrà

18 Giu 2021 Fabiano Minacci • Tempo di lettura: 3 minuti

gay italia anni 70 raffaella carrà

L’Italia degli anni ’70, reduce dalle manifestazioni del ’68, sprofonda in quelli che sono stati definiti successivamente ‘gli anni di piombo’ in seguito ad un’ondata di estremismo politico violento, sia di destra che di sinistra. In tutto il paese si formarono numerose cellule terroristiche ben organizzate e nel corso del decennio si sono registrate ben sei stragi con decine di morti e centinaia di feriti. Gli anni delle Brigate Rosse, gli anni del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro.

Un moto rivoluzionario che coinvolse anche gli omosessuali italiani che crearono FUORI!, un mensile (il numero zero fu distribuito a mano, solo dal giugno del 1972 arrivò in edicola) che contribuì a quell’azione di lotta politica che avrebbe cambiato la mentalità dell’opinione pubblica italiana. I gay esistevano ed ora non avevano più paura di metterci la faccia come nel decennio prima, costretti a comprare magazine camuffati pur di ammirare un uomo svestito. Sempre in quell’anno Giò Stajano debuttò con quella che è stata a tutti gli effetti la prima posta del cuore per uomini gay.

 

FUORI! era l’acronimo di Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano; fra i fondatori anche Mario Mieli, considerato uno degli attivisti pionieri della comunità LGBT. Oltre al magazine FUORI! era anche un movimento di liberazione omosessuale italiano con incontri e dibattiti.

Mario Mieli a fine anni ’70 si unì ai Radicali e fondò il movimento Collettivi Omosessuali Milanesi. Nella sua breve (ma intensa) carriera scrisse anche Elementi di critica omosessuale, una tesi che oggi è considerato il saggio che sta alla base di tutti gli studi di genere in Italia.

Morì suicida a 30 anni infilando la testa nel forno, soffriva da tempo di depressione ed aveva forti contrasti con la famiglia. Oggi a Roma esiste il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, fondato nel 1983, poco dopo il suo suicidio.

Mario Mieli
Mario Mieli

Essere gay in Italia negli anni ’70, Raffaella Carrà

Anche la musica e lo spettacolo seguirono i moti rivoluzionari della comunità LGBT+ dato che nacquero artisticamente molti cantanti che strizzarono l’occhio al mondo gay, quando ancora non andava di moda farlo. Anzi. In tv debuttarono Le Sorelle Bandiera, in radio Ivan Cattaneo (il primo cantante apertamente gay della storia italiana) a Raffaella Carrà, che nel 1978 ha inciso Luca.

“Era un ragazzo dai capelli d’oro
e gli volevo un bene da morire
io lo pensavo tutto il giorno intero
senza tradirlo neppure col pensiero.
Ma un pomeriggio dalla mia finestra
lo vidi insieme ad un ragazzo biondo
Chissà chi era, forse un vagabondo
Ma da quel giorno non l’ho visto proprio più.
Luca, Luca, Luca, cosa ti è successo?
Luca, Luca, con chi sei adesso?
Luca, Luca, non si saprà mai!”.

Ma per quanto riguarda la musica, ci sarà un articolo a parte…

Share this article

Non vuoi perderti le ultime news?

Seguici anche su Facebook, Instagram e

Twitter!