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Il senatore di FdI Roberto Menia rimprovera una coppia gay in aeroporto: “Queste effusioni le fate a casa vostra”

Anthony Festa 05/06/2026

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Pensate di scambiarvi qualche tenerezza con il vostro fidanzato ed essere rimproverati al grido di, ‘queste cose fatele a casa vostra‘. Questo è quello che è accaduto ieri a una coppia in aeroporto. Il senatore di Fratelli d’Italia (sarà un caso?) Roberto Menia ha rimproverato due ragazzi gay.

Stando alla ricostruzione fatta dalle più importanti testate, i due giovani si trovavano nella lounge di Ita all’aeroporto di Fiumicino e durante una videochiamata con degli amici si sono scambiati dei baci e qualche carezza. Il senatore si è indispettito e ha deciso di contestare il loro comportamento. Roberto Menia si è avvicinato alla coppia gay dicendo: “Adesso basta! Le effusioni le fate a casa vostra“.

I ragazzi hanno chiesto l’intervento di un assistente di Ita, che però non ha allontanato il senatore. Nella lounge per fortuna era presente anche un capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luca Pirondini che ha affrontato il senatore di Fratelli d’Italia: “Gli ho detto che non doveva azzardarsi a dire cose del genere a una coppia di ragazzi che erano seduti al tavolo e non facevano niente di male, l’omofobia nel nostro Paese non è ammessa“.

Roberto Menia, perché ha richiamato la coppia gay: la sua versione dei fatti.

Il caso ha fatto il giro del web e Il Fatto Quotidiano ha raccolto le parole di uno dei protagonisti, Roberto Menia, che ha spiegato come mai ha bacchettato i due ragazzi gay. L’uomo ha spiegato che avrebbe fatto lo stesso con una coppia etero e che per lui certi atteggiamenti in pubblico sono disdicevoli, qualsiasi sia il genere di chi li mette in atto.

“Avevo questi due signori seduti vicino nella lounge ma a me da ragazzino hanno insegnato l’educazione. Che quando sei all’aeroporto o al bar, non ti sbaciucchi non ti tocchi. E invece loro si mostravano a tocchettarsi e a baciarsi a vicenda. Questo non va bene: vale per un uomo e una donna, un uomo e un uomo e una donna con un’altra donna. Loro non sono più uguali degli altri: in un posto pubblico bisogna comportarsi come ci si comporta civilmente in un luogo pubblico. Loro mi hanno insultato: mi hanno detto ‘crepa’, ma sono abituati a fare vittime. Lei quando va con il suo ragazzo o la sua ragazza in pubblico cosa fa, si tocca? Erano tocchi continui. Hanno infastidito diversi. In molti mi hanno detto: ‘Bravo hai fatto bene’”.

Ma cosa sono questi “tocchi”, Menia l’ha spiegato meglio all’Ansa, dove ha dichiarato che i due giovani sono stati poco civili perché “si abbracciavano e accarezzavano” e che l’educazione vale per tutti, non ci sono categorie superiori ad altre. Direi che chi si infastidisce per dei baci e dei “tocchi” (che adesso sappiamo essere abbracci) dovrebbe farsi delle domande, anziché redarguire chi si ama. Basta uscire di casa per vedere nei bar, al supermercato, in aeroporto, coppie etero che si tengono per mano, si baciano, si “tocchettano” e personalmente non ho mai visto nessuno rimproverarle. Ma se Menia sostiene (e noi gli crediamo) che per lui tutti sono uguali, sono certo che passerà molto tempo ogni giorno a fermare le coppie etero per strada che si scambiano gesti d’affetto. Giusto? Innamorati d’Italia siete avvisati, se passa Menia non tocchettatevi!

“Quella del senatore non è educazione, ma intolleranza”.

Dopo l’intervento sul posto del capogruppo del M5S, Luca Pirondini, poco fa anche un senatore della Repubblica ha duramente criticato Menia per ciò che ha fatto. Ivan Scalfarotto di Italia Viva, sulle pagine de L’Ansa ha dichiarato: “Un senatore che a Fiumicino si alza per redarguire due ragazzi colpevoli di una carezza non dà una lezione di educazione: ne dà una di intolleranza. E lo fa con la spocchia di chi crede che lo spazio pubblico sia cosa sua, e che le coppie si dividano in normali e tollerate. Menia non si scusa: rivendica. È l’aggravante, non l’attenuante. Perché un gesto che davanti a una coppia etero nessuno avrebbe nemmeno notato, davanti a due uomini diventa per lui un’offesa al decoro. Si chiama omofobia, e non smette di esserlo perché la si traveste da galateo. Del resto è lo stesso senatore che in Aula, in pieno dibattito sul sostegno all’Ucraina, definì Macron ‘femmineo’“.

Ricordiamo che Roberto Menia è lo stesso che ha definito i Pride, ‘manifestazioni di volgare esibizionismo’ e che nel 2015 ha fortemente contestato il sindaco Roberto Cosolini e la sua scelta di trascrivere due matrimoni tra persone dello stesso genere avvenuti all’estero: “Cerchi di non essere ipocrita parlando di dovere civico ed etico. Il dovere civico di un sindaco è quello di applicare le leggi, non il contrario. E come ben sa la Legge fondamentale, cioè la Costituzione, riconosce il matrimonio tra uomo e donna, non altro. Sotto il profilo dell’etica, essa deriva (e non solo per fede religiosa o tradizione) dalla legge naturale. La famiglia nasce con lo scopo di garantire il perpetuarsi della comunità. E lo fanno uomo e donna. Nessuno nega diritti ad altri, ma non si pretenda di parificare al matrimonio a ciò che esso non è e non potrà mai essere“.

Adesso che abbiamo anche la cornice, direi che l’opera è completa e chiarissima.

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