LGBT
Gay che ci provano con etero, il caso su TikTok: “Io 90 kg palestrato mi sento in pericolo se uno insiste e cerca di prevalermi”
Fabiano Minacci 31/05/2026

La denuncia pubblicata su TikTok dal creator Gianpaolo Grammatico sulle foto ricevute in chat da uomini gay — alcuni dei quali, a suo dire, anche piuttosto noti — ha acceso un ampio dibattito sui social. A far discutere, però, non è stata soltanto la denuncia in sé, ma anche una riflessione emersa durante il suo racconto.
Gianpaolo Grammatico si lamenta e accusa: “Avances indesiderate anche da uomini famosi della tv” https://t.co/eoEeNwg87w
— BICCY.IT (@BITCHYFit) May 31, 2026
Il creator ha infatti spiegato di aver ricevuto nel corso degli anni anche fotografie non richieste della parte superiore del corpo da parte di donne e di averle apprezzate, a differenza delle immagini inviategli da uomini.
“Gay che ci provano con etero”, il punto di vista di Aldo Giarelli
Una dichiarazione che ha aperto un confronto e proprio su questo punto è intervenuto Aldo Giarelli, creator appartenente alla comunità LGBT+, che ha dedicato un video di risposta all’argomento. Pur condividendo la condanna delle molestie e dell’invio di contenuti non richiesti, Giarelli si è soffermato su quella specifica affermazione, proponendo una sua riflessione.
Secondo lui, affermare che vedere una foto di una donna può essere piacevole mentre vedere una foto di un uomo è disgustoso non è soltanto una questione di gusti personali, ma riflette una gerarchia culturale del desiderio. In questa prospettiva, il desiderio eterosessuale maschile viene considerato più legittimo e accettabile di quello omosessuale, in breve: un uomo etero si sente validato dal desiderio femminile, mentre minacciato da quello maschile perché ricevere del desiderio femminile è una approvazione della propria virilità, mentre riceverlo da altri uomini significa perdere il proprio potere e venire ridotti a preda.
Ovviamente è un discorso generalizzato che Giarelli ha poi specificato, dato che secondo la sua teoria esistono alcune categorie di donne che, qualora inviassero foto non richieste agli uomini, verrebbero percepite come molestie, ovvero tutte quelle donne che sono in una posizione di potere (ha fatto l’esempio della datrice di lavoro verso il dipendente) o semplicemente non desiderabili, come le donne anziane, quelle grasse o quelle brutte. “Loro non hanno socialmente diritto al desiderio e quando lo esplicitano viene percepito come qualcosa di comico o minaccioso“.
La risposta di Gianpaolo Grammatico
Gianpaolo Grammatico ha risposto alle osservazioni di Aldo Giarelli, ma, a mio avviso, non ha colto fino in fondo il punto della questione. Il creator ha infatti sostenuto che la differenza starebbe nel grado di tolleranza: le donne si sarebbero limitate a inviargli foto del davanzale, mentre gli uomini immagini intime. “Se avessi ricevuto foto del fisico da parte degli uomini, probabilmente sarei stato molto più tollerante“, ha spiegato.
Un ragionamento che però trascura un aspetto fondamentale: il petto di una donna non può essere equiparato al petto di un uomo. Per ragioni culturali e sociali, infatti, il davanzale femminile è ancora considerato una parte intima del corpo e questo non può certo negarlo. “Io posso essere anche 90 kg palestrato, ma se dall’altra parte ci sta un uomo come me, io sono in pericolo. Il mio discorso è legato al consenso e all’educazione maschile, non a quella di femminile. Il fulcro è che l’insistenza da parte di un uomo può essere pericolosa sia per gli uomini che per le donne (…) io mi sento minacciato da un uomo che cerca di prevalermi anche se sono un uomo, quindi figurati una donna“.








