LGBT
Priscilla al Pride: “Non abbiamo bisogno di madrine etero che si ricordano della comunità LGBTQ a giugno”
Anthony Festa 03/06/2026

L’onda rainbow è partita qualche settimana fa e tra le città che hanno già ospitato il Pride c’è anche Padova. Sabato 30 maggio tra le strade della città veneta hanno sfilato migliaia di persone e tra loro c’era anche Priscilla, che è stata una delle protagoniste del Pride, la zia dell’evento.
Sul palco della manifestazione, Priscilla, dopo aver salutato il pubblico ha spiegato come mai secondo lei il Pride non ha bisogno di madrine e ha anche aggiunto che questo vale a maggior ragione se le rappresentanti in questione sono donne etero e cisgender, che si ricordano della comunità LGBTQ solo nel mese dell’orgoglio e non si battono attivamente per i diritti: “Sono profondamente fiera, onorata e anche emozionata di essere la zia del Padova Pride, non la madrina perché per me i Pride non hanno bisogno di madrine e padrini. Ma soprattutto non hanno bisogno di madrine etero cis che diventano alleate della comunità queer solo a giugno, per me non c’è proprio bisogno di una madrina“.
Il discorso della nota drag queen è stato accolto con entusiasmo dal pubblico padovano, tra applausi e urla di approvazione. Questa reazione non sorprende, visto che sui social il tema delle madrine che non fanno parte della comunità LGBTQ o che non dimostrano di essere delle vere alleate quando servirebbe un sostegno concreto è molto dibattuto e negli anni molte persone hanno sollevato la questione.
Un esempio è l’intervento di Elenoire Ferruzzi nel giugno del 2023, quando su Instagram ha scritto: “Le madrine dei Pride sono donne etero. Non ho altro da aggiungere. Grandi traguardi”. In quel caso Elenoire ha però specificato che la sua non era una frecciatina rivolta alle due madrine del Roma Pride 2023, Paola e Chiara.
Priscilla, le parole del 2024: “Dove sono le madrine del Pride adesso?”.
Il 3 dicembre 2024 è entrata ufficialmente in vigore la Legge n. 169/2024, che ha reso reato universale la gestazione per altri (con 84 voti favorevoli e 58 contrari in Senato). Da un anno e mezzo i cittadini italiani che ricorrono alla maternità surrogata all’estero sono perseguibili per legge e le pene pensate da questo governo sono severissime, si va dai tre mesi ai due anni di reclusione, a una multa da 600.000 a un milione di euro.
Quando la legge è stata approvata in Senato, Priscilla ha pubblicato uno sfogo pungente rivolto alle madrine dei Pride e a tutti coloro che si sono detti alleati, ma che in occasioni così importanti come quella non hanno alzato la voce: “Troppo impegnate le varie madrine dei Pride e le varie icone gay elette dalla stessa comunità LGBTQIA+ per esprimersi pubblicamente sulla vergognosa decisione del Senato in merito alla GPA. Poi a giugno tutte sui carri a fare le paladine, mi raccomando!“.
La conduttrice di Drag Race Italia non ha tutti i torti, sarebbe bello vedere le celebrità che abbiamo supportato e che abbiamo accolto ai Pride, spendere un po’ di tempo ed energie per battaglie importanti legate alla comunità. Questo varrebbe più di mille sfilate ed esibizioni sui carri.
Come ho già detto in un articolo dedicato al rapporto tra Madonna e la comunità LGBTQ, è importante scegliere bene le proprie paladine e affidare loro lo scettro di icone gay. Come abbiamo visto a Belve molte cosiddette icone queer non sanno nemmeno “sciogliere l’acronimo LGBTQ”.








