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Omicidio Luca Esposito: il giallo della finta moglie dietro il delitto confessato dal 26enne tunisino
Fabiano Minacci 25/07/2026

Il giornalista sportivo Luca Esposito è stato trovato senza vita, presumibilmente strozzato e poi il corpo dato alle fiamme, in un casolare a Eboli. Cosa ci facesse lì lo dovrà spiegare Ridha Rahmoumi, un ragazzo di 26 anni nato in Tunisia e in Italia senza un regolare permesso di soggiorno: sarebbe lui il reo-confesso che ha ammesso di aver ucciso l’uomo con cui si era dato appuntamento all’insaputa di tutti. Gli amici del giornalista, infatti, sapevano che lui quella sera si sarebbe diretto nella sua casa al mare ad Agropoli.
La Polizia è risalita a Ridha Rahmoumi grazie a un’impronta che aveva lasciato sull’auto. Per gli investigatori Esposito e il suo assassino si conoscevano già da tempo: a provarlo i loro contatti telefonici emersi dai tabulati analizzati dagli inquirenti. Come riportato da TgCom, l’omicidio sarebbe avvenuto dopo una lite: prima lo avrebbe picchiato, poi probabilmente ha tentato di soffocarlo. Luca Esposito era ancora agonizzante quando Ridha Rahmoumi gli ha dato fuoco per finirlo e cancellare le tracce del delitto, utilizzando una coperta e delle sterpaglie. All’interno del casolare dove è stato ritrovato il presunto omicida sono stati rinvenuti anche il cellulare e la carta di credito del giornalista.
Dopo giorni di ricerche a #Eboli è stato fermato un ragazzo tunisino di 26 anni che ha confessato l’omicidio del giornalista #LucaEsposito a cui ha dato fuoco dopo una lite.#Tg3 pic.twitter.com/W6OSushOvp
— Tg3 (@Tg3web) July 25, 2026
La doppia vita di Luca Esposito
Come scritto nel titolo, però, il giornalista aveva una doppia vita. Il Corriere della Sera di Salerno ha così ripercorso tutte le bugie di Luca Esposito a partire dal nome, Luca, che aveva scelto come pseudonimo: all’anagrafe è infatti Luigi Esposito.
Secondo quanto emerso, avrebbe raccontato di avere un impiego all’Arpac e alla Regione Campania, due lauree e una residenza a Nocera Inferiore, ma diverse di queste informazioni non risultano confermate. Anche la presunta moglie Simona, una farmacista di Caserta, sarebbe stata una persona mai esistita. Per avvalorare la bugia del matrimonio e della moglie, Luca Esposito portava anche una fede nuziale, che in realtà apparteneva a uno dei suoi genitori. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire tutti gli aspetti della sua doppia vita anche per capire che rapporto avesse con Ridha Rahmoumi e perché lo incontrasse spesso, fino all’epilogo finale. Una storia che per certi versi mi ha ricordato l’omicidio di Roberto Guerrino.
Le parole dell’avvocata delle sorelle di Esposito
“A nome della famiglia ringrazio pubblicamente la Procura di Salerno e tutte le forze dell’ordine che si sono attivate con grande impegno e professionalità. Per la famiglia questo è solo il primo passo”. Lo dice l’avvocata Annalisa Califano, legale delle sorelle. Ora chiediamo con forza che le indagini vadano avanti per chiarire tutti i punti ancora oscuri di questa agghiacciante vicenda: il movente, le modalità e se ci sono altre responsabilità. In questa giornata così delicata, i familiari hanno scelto di raccogliersi in un religioso silenzio. Non intendono rilasciare dichiarazioni. Chiediamo rispetto per la vittima e per il loro dolore“.








