LGBT
Omicidio di Roberto Guerrino, le cause della morte e la precedente aggressione: “Un uomo di Grindr lo rapinò”
Fabiano Minacci 15/06/2026

L’omicidio di Roberto Guerrino, avvenuto nel suo appartamento di Milano nei pressi della Stazione Centrale, ha sconvolto la comunità LGBT+. Secondo le prime ricostruzioni, infatti, il delitto potrebbe essere avvenuto dopo un incontro organizzato tramite un’app di dating: una pista che gli inquirenti hanno seguito fin da subito. Per questo, gli investigatori stanno analizzando telefoni e computer dell’uomo per risalire alla persona con cui era entrato in contatto sulle app Grindr e Romeo, le uniche che utilizzava per conoscere uomini.
Secondo chi indaga, Guerrino sarebbe stato ucciso al termine di un appuntamento e colto completamente di sorpresa. Nell’appartamento non sono stati trovati segni di colluttazione e i violenti colpi ricevuti alla testa non gli avrebbero lasciato il tempo di reagire. Sebbene sia stata disposta l’autopsia, appare già evidente che la morte sia stata causata dalle gravi ferite riportate al volto e al cranio.
Gli investigatori ritengono che l’arma del delitto possa essere rappresentata da due statuette di Buddha trovate insanguinate sul pavimento dell’abitazione. Un primo esame medico-legale ha rilevato una possibile compatibilità tra gli oggetti e le lesioni riscontrate, ma saranno necessari ulteriori accertamenti per avere conferme definitive; nel dubbio le statuette sono state inviate agli specialisti del Racis per la ricerca di impronte digitali e tracce biologiche.
Al momento l’ipotesi principale è che l’assassino abbia approfittato di un appuntamento per derubare la vittima. Dopo l’omicidio sarebbero infatti spariti il telefono, il portafoglio e del denaro appartenente a Guerrino.
Omicidio di Roberto Guerrino, il precedente sfociato in rapina
Quanto accaduto tra venerdì sera e la notte di sabato potrebbe ricordare, almeno per dinamica, un episodio già vissuto da Roberto Guerrino nel febbraio del 2023. All’epoca l’uomo aveva organizzato un incontro nel suo appartamento tramite Grindr. L’uomo, un egiziano di 25 anni, una volta entrato in casa, gli aveva chiesto del denaro e di fronte al rifiuto lo aveva minacciato e rapinato di 275 euro.
La vicenda però non si era fermata lì. Nei giorni successivi il giovane si era ripresentato sul pianerottolo dell’abitazione, ma era stato allontanato dopo l’intervento delle forze dell’ordine chiamate da Guerrino. Poco tempo dopo, sempre Guerrino aveva fissato un nuovo incontro tramite chat, salvo scoprire che si trattava di una trappola: il ragazzo con cui aveva appuntamento era infatti complice del suo precedente aggressore. Picchiato all’interno dell’appartamento e bloccato sulla porta, Guerrino era stato costretto a prelevare denaro al bancomat. In quell’occasione era però riuscito a chiedere aiuto. Le lesioni riportate erano state confermate dal referto della clinica Mangiagalli, che gli aveva riconosciuto sette giorni di prognosi.
I due episodi, naturalmente, non sembrano avere alcun collegamento tra loro. Tuttavia, la dinamica presenta alcune somiglianze e proprio per questo gli investigatori si sono mossi fin da subito seguendo la pista dell’appuntamento organizzato online.
Roberto Guerrino ucciso: “Forse dopo un incontro di Grindr”. https://t.co/V5BpvxpNCE
— BICCY.IT (@BITCHYFit) June 14, 2026








