LGBT
Priscilla racconta il suo coming out: “Mia madre svenne, ma non era vergogna”
Fabiano Minacci 21/08/2026

Priscilla non è solo una delle drag queen più famose del nostro Paese e la storica host (del compianto?) Drag Race Italia, ma è anche un’attivista molto partecipativa. Nel corso degli anni ha espresso la sua opinione sulle madrine etero del Pride, ha spiegato perché anche la comunità queer dovrebbe sostenere la Palestina, nonostante in quel Paese i gay siano discriminati, e ha lanciato un appello ai media affinché si accorgano maggiormente del mondo drag, che lei stessa ha contribuito a far conoscere anche ai più piccoli. È una donna con una testa pensante ed anche molto sensibile, per questo quando ho letto che era stata presa in considerazione per il Grande Fratello Vip ho espresso gioia, perché porterebbe quel mix di leggerezza e di saggezza.
Ad ogni modo, recentemente Priscilla, durante un incontro di Ritratto di Famiglia, ha raccontato il suo coming out e, soprattutto, il percorso che ha affrontato insieme a sua madre. Un racconto che mette in luce un aspetto spesso poco considerato quando si parla di coming out, ovvero che anche per un genitore può iniziare un percorso fatto di domande, paure e bisogno di comprendere. (Discorso che vale soprattutto se il genitore di turno è nato prima degli anni Ottanta, oserei dire).
Priscilla racconta il suo coming out: “Mia madre svenne, ma non era vergogna”
“Ho capito che spesso noi figli e figlie LGBTQI+, pretendiamo dai nostri genitori di essere accolti e di essere capiti immediatamente“, ha spiegato Priscilla. Una richiesta comprensibile, ma che secondo lei non sempre tiene conto della storia e dell’educazione ricevuta dai genitori. “Lo pretendiamo, senza renderci conto che i nostri genitori vengono da un’altra epoca, hanno ricevuto un’educazione diversa“, ha aggiunto, sottolineando come in molti casi possano mancare gli strumenti necessari per comprendere davvero cosa significhi, anche nella quotidianità, essere una persona LGBTQI+.
Priscilla ha poi raccontato un momento particolarmente difficile vissuto da sua madre dopo il coming out. In passato aveva interpretato alcune delle sue reazioni come una possibile vergogna nei suoi confronti, ma con il tempo ha avuto modo di comprendere diversamente quello che era successo. “Ho capito perché mia madre è svenuta, ho capito perché mia madre non mi ha parlato, non perché si vergognava di me, ma perché si vergognava di non sapere come affrontarmi, di non sapere come aiutarmi“, ha raccontato. “Lei si è sentita in difficoltà perché non aveva gli strumenti, né per capirmi, né per accogliermi e nemmeno per aiutarmi. Si è sentita completamente sola, abbandonata“.
Priscilla, ha raccontato, ha scelto di rassicurarla e di accompagnarla nella comprensione, senza mettere in discussione il loro rapporto. “Io e mamma abbiamo cominciato insieme questo percorso. Io l’ho rassicurata, le ho detto: guarda che sei una mamma eccezionale e che non cambia nulla tra di noi. Devi soltanto imparare piano piano e tornare ad essere la mia migliore amica“.
Non tutti i genitori hanno immediatamente le conoscenze, le parole o gli strumenti per comprendere una realtà che magari fino a quel momento avevano conosciuto poco o per niente e questo è vero, ma è altrettanto vero che è dovere dei genitori informarsi e aprirsi, soprattutto se oggi hanno 30/40 anni e hanno figli adolescenti.
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