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Attentato al Pride di Berlino, da Meloni a Renzi: come la politica italiana ha commentato

Fabiano Minacci 27/07/2026

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Si chiamava Abdul Ballout il cittadino tedesco di origini libanesi ritenuto vicino ad ambienti islamisti radicali e considerato un simpatizzante dell’Isis, l’uomo che sabato sera ha travolto con un furgone la folla presente al Pride di Berlino, uccidendo una donna e ferendo altre trenta persone. Lui, dopo essere sceso dal mezzo, sarebbe fuggito a piedi e, armato di un machete, avrebbe tentato di uccidere altre persone, fortunatamente senza riuscirci. Oggi la polizia tedesca lo avrebbe individuato e ucciso durante l’operazione di cattura. Gli investigatori avrebbero inoltre fermato altre tre persone, ritenute potenzialmente coinvolte nella vicenda.

Attentato al Pride di Berlino, da Meloni a Salvini: come la destra italiana ha commentato

Un’aggressione che ha colpito direttamente la nostra comunità e che, proprio per questo, assume un peso ancora maggiore. L’uomo avrebbe infatti scelto deliberatamente quale comunità colpire e uccidere: non si sarebbe trattato di un attacco casuale in un qualsiasi mercato durante un giorno di festa. Ha scelto il Pride e proprio per questo è anomala la reazione di Giorgia Meloni che su X, pur di non citare quale comunità è stata colpita, ha fatto i salti carpiati. “Esprimo, a nome del Governo italiano, solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino” – ha scritto – “L’Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando ad ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco“.

A commentare l’accaduto sono stati anche tutti gli altri esponenti della destra, da Matteo Salvini di Lega ad Antonio Tajani di Forza Italia, fino a Roberto Vannacci del novello Futura Nazionale.

Tajani, come Meloni, ha scelto di non citare la comunità colpita. “A nome del Governo ho espresso solidarietà al Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul per il grave attentato a #Berlino. Sono vicino alle vittime e ai loro familiari. L’Europa unita si schiera contro l’ombra del terrorismo, contro chi attraverso l’odio e la violenza mira a colpire la libertà dei cittadini“; mentre Salvini e Vannacci lo hanno fatto, ovviamente a proprio uso e consumo. Quest’ultimo ha scritto: “Cari lesbiche e gay, fatene venire ancora di musulmani e continuate a girare con le bandiere della Palestina! (…) Adesso capire perché è meglio smettere di sfilare con le bandiere della Palestina e smettere di favorire l’immigrazione di massa dai Paesi islamici?“. Salvini, invece, ha postato un articolo che citava l’attentato al Pride, commentando: “Il fanatismo islamico è IL PROBLEMA, in Italia e in Europa. Stop a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non ci sarà un accordo scritto con lo Stato italiano, come avviene da tempo per molte altre confessioni religiose“.

La reazione di Matteo Renzi

L’attentato al Pride di Berlino è stato poi commentato anche da Matteo Renzi di Italia Viva. “Che dolore!” – ha scritto su Instagram – “L’attacco al Pride di Berlino presenta modalità che richiamano subito gli attentati dell’estremismo islamico: il furgone sulla folla, il coltello, l’attacco alla libertà. Solidarietà ai feriti e alla famiglia della vittima. Ma non basta la commozione: il fanatismo che abbiamo vissuto drammaticamente dieci anni fa ritorna prepotente a colpire l’Europa. Occorrono una più profonda attività di indagine, una maggiore presenza delle Istituzioni e delle forze dell’ordine e una grande battaglia culturale per contrastare il terrorismo ideologico che continua a colpirci anche oggi. Perché colpire il Pride a Berlino – come colpire una chiesa in Nigeria – significa colpire tutti noi. Tutto il nostro sostegno al cancelliere Merz e al popolo tedesco“.

Il commento di Riccardo Magi di +Europa

Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha dedicato un post all’attentato di Berlino scrivendo: “L’attacco al Pride di Berlino è un attacco contro persone che stavano esercitando un diritto fondamentale: vivere e manifestare liberamente. Se le indagini confermeranno il movente estremista indicato dagli investigatori, sarà necessario dirlo con la stessa chiarezza con cui si condanna ogni altra forma di odio. La violenza contro le persone LGBTQI+ non ha un’unica matrice: può nascere dall’estrema destra, dal fanatismo religioso o da qualsiasi ideologia che neghi la dignità umana. La libertà religiosa è un diritto. Il fondamentalismo islamico che pretende di imporre i propri dogmi agli altri non lo è”.

E ancora: “In Europa la legge dello Stato prevale su ogni legge religiosa. Per questo non c’è spazio per l’omotransfobia, qualunque sia la sua origine. In Europa si può credere o non credere, ma non si può usare la fede o l’ideologia come giustificazione della violenza. A questi attentati bisogna rispondere difendendo i diritti che ci sono e conquistandone di nuovi. Difendere la laicità significa difendere la libertà di tutti. La nostra piena solidarietà alla comunità LGBTQI+ tedesca“.

Il silenzio di Calenda, Conte e Schlein

Al momento della pubblicazione di questo articolo non ho trovato alcun commento da parte di Carlo Calenda di Azione, Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle ed Elly Schlein del Partito Democratico. Aggiornerò l’articolo non appena dovessero pubblicare qualcosa.

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