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Simone Alliva, il libro Vertigine dell’attivista LGBT+ sembra un plagio? Selvaggia Lucarelli apre il caso

Fabiano Minacci 29/04/2026

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Il nuovo libro di Simone Alliva sembra un plagio? Questo è il dubbio sollevato da Selvaggia Lucarelli. Lui è un noto giornalista di Domani, nonché attivista della comunità LGBT+ e anche autore di ben tre libri editi da Fandango. Ma il suo curriculum è molto più lungo: per un decennio ha lavorato a L’Espresso, nel 2017 è stato il primo a raccontare nel nostro paese le persecuzioni delle persone LGBT+ in Cecenia e ha vinto due Diversity Media Awards per due inchieste su omofobia e abilismo rispettivamente nel 2020 e nel 2022. Insomma, una grande firma. La scorsa settimana ha pubblicato la sua ultima fatica letteraria, Vertigine, che è già finita al centro di uno scandalo.

A parlarne è stata Selvaggia Lucarelli nella sua newsletter ValeTutto dove ha evidenziato come alcune parti del libro di Simone Alliva sarebbero identiche a quelle pubblicate anni fa dal giornalista americano Michael Hobbes in un articolo per HuffPost USA. E qualcuno ha già accostato il nome di Simone Alliva alla parola plagio.

Secondo la ricostruzione di Lucarelli, all’interno del libro Vertigine di Alliva ci sarebbe un’inchiesta su cos’è il chemsex presentata come realizzata con “testimonianze dirette” specificando che “ogni fatto, ogni parola, ogni gesto è vero“, senza però citare mai Michael Hobbes. “Peccato che molte di quelle storie, parole e gesti siano già state pubblicate nel 2017 da un giornalista americano, Michael Hobbes, in un articolo per HuffPost USA” – ha scritto Selvaggia – “Stessi virgolettati, stesse testimonianze, stessa bibliografia, stesse tesi. Cambiano solo i nomi (Jeremy diventa Renato, Adam diventa Antonio, Paihan diventa David) e le città (Seattle diventa Roma, San Francisco diventa Milano). Hobbes non viene mai citato. E come ciliegina, anche la copertina è identica a un altro libro italiano del 2021“. La copertina effettivamente è molto simile (se non identica) a quella di Giuseppe Burgio che nel 2021 ha pubblicato il libro dal titolo Fuori Binario: Bisessualità Maschile e Identità Virile.

Simone Alliva, il libro “sembra un plagio”? Lui non ha risposto al post di Selvaggia.

Simone Alliva nonostante la polemica sulla copertina identica a quella di Giuseppe Burgio e alcune parti del libro che sarebbero identiche a un articolo di Michael Hobbes non ha commentato pubblicamente. Ha però pubblicato una canzone su Instagram (“Rattle” di Megan Thee Stallion) che Selvaggia Lucarelli ha interpretato così: “Chissà a chi sta dando in questi minuti della … Anche in questo caso comunque usa parole non sue“.

La presunta accusa di plagio a Simone Alliva non è però caduta nel vuoto, anzi: ha spinto il giornalista Carlo Canepa a raccontare la sua storia. “Anni fa scoprii che Simone Alliva aveva copiato intere frasi di articoli che avevo scritto per Pagella Politica. Di fronte all’evidenza aveva negato tutto, bloccandomi. Non mi stupisce, quindi, quanto ha scoperto Selvaggia sul suo libro plagiato“.

 

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In pieno periodo promozionale, Simone Alliva ha anche rilasciato un’intervista a Gay.it che gli ha chiesto: “Da giornalista rigoroso, come sei riuscito a occuparti di un tema così delicato, senza scivolare mai nella stigmatizzazione, nel giudizio e nell’accusatio?“. E questa è stata la sua risposta: “Io non so se l’ho fatto. Lo scopriremo. Anzi confesso che sono molto preoccupato della reazione. Perché sono tempi molto violenti e so bene che irriterà chi non deve irritare, compiacerà chi non deve compaciere. Ma ho sempre obbedito alla mia coscienza e non agli interessi dei più. Quindi sono pronto“. L’incognita Selvaggia Lucarelli non l’aveva proprio presa in considerazione.

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