LGBT

Francamente sull’inno di Mameli: “Dire fratelli d’Italia non è inclusivo”

Fabiano Minacci 11/02/2025

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Francamente in questi giorni ha cantato l’inno di Mameli durante la finale di Coppa Italia di volley femminile, ma prima di accettare questo incarico ci ha pensato a lungo. Lo ha raccontato lei sui social, sostenendo che intonare “fratelli d’Italia” non è granché inclusivo dato che è un plurale maschile.

Quando mi è stato proposto di cantare l’inno d’Italia durante una manifestazione sportiva mi sono detta che l’inno comincia con ‘Fratelli d’Italia’. La prima cosa a cui ho pensato è stata: ‘accetto, ma cambio il testo per renderlo più inclusivo’, ma poi ho scoperto che cambiarlo sarebbe stato vilipendio alla bandiera”, ha dichiarato. E così Francamente si è trovata di fronte a una scelta: accettare di cantarlo con il testo originale o rifiutare. “Avevo due scelte: la prima era semplicemente quella di rifiutare, la seconda era l’opportunità di prendere uno spazio e cantare l’inno, che sì ha un linguaggio non inclusivo, ma farlo da donna queer e vestendo determinati colori per dare un messaggio molto chiaro”. Ed è quello che alla fine ha fatto con tanto di ombretto arcobaleno. “Oggi ho cantato l’inno d’Italia per la finale di Volley femminile. Il testo non è inclusivo, ma ho pensato fosse importante da donna queer prendere quello spazio per ribadire che esiste un’Italia che resiste e che disprezza omofobia e razzismo“.

Francamente: “Le persone queer, trans e nere esistono”

Francamente ha poi continuato: “Le persone queer esistono, le persone transessuali esistono, le persone non binarie esistono e tutte queste persone non sono cittadini, cittadine, cittadinu di serie B, ma hanno pari doveri e soprattutto diritti di ogni italiano e italiana. Le persone nere esistono all’interno della comunità italiana e anche loro non sono cittadine di serie B”.

Le parole della cantante di X Factor hanno, ovviamente, fatto molto parlare.

 

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