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La comunità trans offesa dalle parole di Lorenzo Pezzotti, la direttrice del MIT: “Oppressore, lasciaci in pace”

Fabiano Minacci 29/06/2026

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La frase contro Matteo Salvini pronunciata da Lorenzo Pezzotti al Milano Pride ha fatto storcere il naso a gran parte della comunità LGBTQ+, in particolare a quella trans, che sui social si è mostrata molto critica. L’accusa, ovviamente, è quella di aver usato i loro corpi e le loro storie come arma contundente per attaccare il leader della Lega.

Nel citarle, Lorenzo Pezzotti ha parlato delle “mie amiche trans”, ma il modo in cui lo ha fatto non è piaciuto a una parte della comunità. Tra le voci più critiche c’è quella di Roberta Parigini, avvocata, attivista e direttrice del MIT (Movimento Identità Trans), che sui social si è scagliata contro la drag queen definendo il suo intervento una “scenetta squallida”.

Il ‘performer’ di uno dei carri del Pride di Milano ad un certo punto, decide di indirizzare un attacco politico a Salvini, nulla di nuovo o di strano” – ha scritto su Instagram – “Peccato, che per farlo, anziché andare sul merito politico, usa e si fa scudo delle persone trans: attacca Salvini non per la politica, ma perché ‘veniva con noi’. Poi Salvini minaccia la querela ed il performer, per pararsi il didietro, si scusa: con chi? Con Salvini. Mica con le persone trans, utilizzate come “marchio di infamia”! Mica con le donne trans: nominate solo come oggetto per screditare l’avversario! Mica si scusa con una intera comunità che ormai da anni è suo malgrado nell’occhio del ciclone e subisce attacchi proprio perché esposta contro la propria volontà!“.

Roberta Parigini ha poi continuato: “Attaccare chi vi pare: ma lasciateci in pace, lasciateci stare! Esporci così, oggettificare i nostri corpi ed utilizzarli come marchio di infamia la dice lunga su quello che siete. Oppressori. E poco importa se siete performer gay o frociarole da rainbowashing: se questo è quello che fate, sempre oppressori siete. Adesso le scuse le attendiamo anche noi“.

La comunità trans offesa dalle parole di Lorenzo Pezzotti

Il post di Roberta Parigini è diventato virale ed è stato commentato anche da Greta Lamedica. Lei ha descritto Lorenzo Pezzotti come un bugiardo che ama inventarsi storie irreali per far ridere o creare scalpore.

Lorenzo è una persona nota nel clubbing milanese come vocalist da circa trent’anni. Le sue parole sono totalmente inventate non esiste alcuna sagra della birra e presenzialismi ai comizi di Bossi. Chi lo conosce sa che inventa di sana pianta cose che dovrebbero far ridere. Le sue parole sono completamente compatibili a ciò che pensa gran parte della comunità gay cis sulle sorelle trans. Siamo stritolate in uno stereotipo degli anni 80 che è migrato nella linguaggio senza che ci sia modo di emanciparlo ancora nel 2026. Tutto questo è molto triste, ma stanno strumentalizzando questa orrenda boutade per cancellare l’orrore di un omicidio di Stato sul quale nessuno di destra ha speso una sola parola. Hanno trovato come sempre lo strumento perfetto per il loro ribaltone e riempiono le loro pagine social anziché parlare dei reali problemi di un Paese“, ha concluso alludendo all’omicidio di Mirko Moriconi.

E basta dare una rapida occhiata ai commenti lasciati sotto al post di Parigini per trovarne altri simili. “Un teatrino da vomito, usarci come insulto è alla base del linguaggio medio dei cis….rientrare nella sigla non fa di loro persone della comunità, per esserne parte si deve lottare per tutt3 senza nessuna esclusione e rispettarne l’esistenza. Fuori i transfobici dalla comunità 🏳️‍🌈🏳️‍⚧️”; e ancora: “Totalmente d’accordo. Ma aggiungo che a me delle scuse non interessa, se questo dice che robe orribili, non è che se si scusa allora va bene. Spero venga bandito ovunque, e se alcune associazioni non lo allontaneranno, dimostreranno il marcio che hanno dentro. Dai dai un pò di piazza pulita che ne abbiamo le scatole piene di sti uomini“.

 

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