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Matteo Salvini su Lorenzo Pezzotti: “La cosa grave detta è che ero nei bagni chimici”

Fabiano Minacci 01/07/2026

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Matteo Salvini ha concluso con una battuta (ma senza arretrare di un passo) il caso che lo ha coinvolto suo malgrado lo scorso weekend a seguito delle parole pronunciate da Lorenzo Pezzotti dal carro del Milano Pride. L’attuale ministro dei Trasporti, intervenuto dal palco del convegno NexUS – La Generazione Che Non Si Arrende in corso a Milano Marittima, ha confermato la querela, spiegando però che ciò che lo ha fatto arrabbiare maggiormente non è stato tanto il fatto in sé raccontato, quanto l’affermazione secondo cui quei rapporti con ragazze trans avvenissero nei bagni chimici.

La cosa grave è che ha detto che lo facevamo nei bagni chimici, anche la forma è sostanza“, ha detto Matteo Salvini ironizzando e aggiungendo dopo una locuzione latina, “est modus in rebus”, che significa letteralmente “c’è una misura nelle cose”, ovvero che in ogni cosa bisogna mantenere equilibrio e moderazione: non esagerare, non andare oltre il giusto limite. Ha poi aggiunto: “Questo signore non lo conoscevo, ma un minimo di querelina da devolvere in beneficenza ovviamente la facciamo perché la libertà di espressione non è dire la prima cavolata che ti viene in mente sul prossimo, quella non è libertà di espressione“.

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Lorenzo Pezzotti dal canto suo dopo la querela ha chiesto pubblicamente scusa, ha ammesso di aver inventato tutto e si è giustificato parlando di caldo e di spritz bevuto sotto il sole cocente di Milano.

Anche Bianca Calonghi, proprietaria del Botox Matinée — il locale in cui Pezzotti lavora come direttore artistico e vocalist — lo ha difeso, pur prendendone le distanze. “Non sto giustificando nessuno” – ha detto – “Ma abbiamo fatto un Pride sotto 40 gradi senza un filo d’ombra. Eravamo a digiuno dalla sera prima e quel giorno eravamo svegli dalle 7:30 per addobbare il carro che ha sfilato sotto il sole cocente. Io in questa condizione sono collassata e mi hanno dovuta portare a casa (prima che succedesse quel che è successo). Se qualcuno ha bevuto qualcosa che conteneva alcool in quelle condizioni fra digiuno, stanchezza, caldo e tensione ha fatto bingo“.

Considerando che la comunità transgender è arrabbiata con Lorenzo Pezzotti per le parole utilizzate, qualora un giudice decidesse di condannarlo al pagamento di una somma, sarebbe bello se questa venisse destinata in beneficenza a un’associazione a sostegno delle persone transgender: si chiuderebbe così un cerchio e ne uscirebbero migliori tutti.

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