Fedez mette a tacere il senatore leghista Pillon felice dell’ennesimo rinvio della legge sull’omofobia

09 Apr 2021 Fabiano Minacci • Tempo di lettura: 3 minuti

Fedez Pillon

Fedez VS Pillon, atto secondo.

Il DDL Zan, ovvero la legge contro l’omofobia, è stato rimandato per l’ennesima volta perché Ostellari, il Presidente leghista in Commissione e Giustizia, si è appigliato ad un cavillo burocratico.

Fra una scusa e l’altra, infatti, sono già passati sei mesi da quando questo decreto legge è stato votato (ed approvato) alla Camera. Ora mancherebbe solo il sì del Senato, ma fin quando non sarà messo in calendario i senatori non potranno esprimere la propria opinione in merito. Opinione che potrebbe essere favorevole, per questo motivo Ostellari starebbe continuamente rimandando.

Felice di questi continui rinvii c’è il senatore leghista Simone Pillon che via Twitter ha pure trovato il tempo di ironizzare su Elodie e Fedez, apertamente a favore della legge contro l’omofobia.

Fortunaz che oggi Fedez ci spiegaz cosa è successoz ieriz in commissionez“, ha cinguettato Pillon, suscitando la reazione del rapper: “Mi sento libero di esprimere in maniera civile ed educata un mio pensiero nel merito, senza dover essere insultato da un senatore che in teoria dovrebbe rappresentare anche me in quanto cittadino“.

Fedez dopo, via Instagram, ha spiegato ai propri follower cosa è successo sostenendo nuovamente (ai suoi 12 milioni di follower) l’importanza della calendarizzazione del DDL Zan.

“Ostellari ha deciso di non decidere, aggrappandosi ad un cavillo tecnico che per sei mesi non ha visto. Guarda un po’, se n’è accorto dopo sei mesi. Penso che firmare in 300.000 persone una petizione per chiedere una calendarizzazione, qualcosa è servito. Ostellari davanti a 300.000 persone ha fatto una scelta non troppo coraggiosa, qualcuno potrebbe dire vigliacca, di aggrapparsi ad un cavillo tecnico, confermando l’ostruzionismo pretestuoso fatto negli ultimi mesi. Ma qui non è tanto il DDL Zan, perchè si può essere d’accordo o meno. Ma c’è un DDL votato e approvato alla Camera, e il Senato deve votarlo, come in democrazia. Un singolo sta decidendo di rimandare, trovando palesemente continue scusanti. Questa cosa potrebbe valere domani per qualsiasi altra legge se questo si sveglia e un DDL non gli piace. Non funziona così, secondo me”. | Gay.it

La musica di Fedez può piacere o meno, ma lui è fra i pochi a battersi così apertamente e così costantemente in favore della comunità LGBT+. Grazie.

 

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