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17 maggio: giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Fabiano Minacci 17/05/2026

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Oggi, 17 maggio, si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia, una ricorrenza fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle persone LGBTQ+ e sulla discriminazione che ancora oggi colpisce milioni di individui. La data ovviamente non è stata scelta a caso. Perché proprio il 17 maggio? Perché il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, segnando una svolta storica nel riconoscimento dei diritti delle persone gay, bi e lesbiche. Da quel momento, questa giornata è diventata simbolo della lotta contro ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento e l’identità di genere.

La celebrazione, che oggi esiste in 130 paesi, è stata istituita ufficialmente nel 2004 da Louis-Georges Tin, attivista francese e curatore del Dictionnaire De l’Homophobie, con l’obiettivo di coordinare azioni internazionali di sensibilizzazione.

17 maggio: giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Nonostante i progressi degli ultimi decenni, l’omofobia, la bifobia e la transfobia restano drammaticamente presenti nella nostra società. In molti paesi del mondo le persone LGBTQ+ rischiano il carcere o addirittura la pena di morte semplicemente per essere se stesse. Anche in Italia, Paese che si considera civile e progressista, gli episodi di violenza e discriminazione sono all’ordine del giorno. Le aggressioni fisiche e verbali, il bullismo nelle scuole, le difficoltà nel mondo del lavoro e l’esclusione sociale sono realtà quotidiane per tantissime persone. Anche in Italia purtroppo c’è poco da festeggiare, basti pensare che un po’ di anni fa è stato affossato il DDL Zan, ovvero la legge contro l’omotransfobia, tra gli applausi di molti senatori che oggi fanno parte del governo. Anche la Rainbow Map non è dalla nostra parte: in soli 12 mesi l’Italia è ancora scesa di qualche gradino.

La politica deve smettere di usare i diritti civili come merce di scambio elettorale e iniziare a considerarli per quello che sono: diritti umani fondamentali. Amare non è mai sbagliato. Essere se stessi non è mai sbagliato. L’unica cosa sbagliata è l’odio.

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