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Ex detenuto racconta cosa succede ai gay in carcere: “Vietato parlargli”

Fabiano Minacci 24/07/2026

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Jesus, un ex detenuto oggi diventato tiktoker, ha raccontato sui social la sua esperienza all’interno del penitenziario, rispondendo a una domanda su come vengano trattate le persone gay in carcere.

Parlando di ciò che ha visto personalmente nei periodi in cui nella sua sezione erano presenti detenuti omosessuali, Jesus ha spiegato che la situazione non sarebbe particolarmente semplice e che, in alcuni casi, queste persone verrebbero allontanate dagli altri detenuti. Insomma, isolati dal mondo esterno, ma anche dentro il carcere.

Devo dirti che non vengono visti molto bene”, ha raccontato. “Se è possibile, li fanno spostare e, nel caso in cui non te li spostino, non vengono picchiati, ma vengono lasciati tendenzialmente soli”.

Secondo Jesus, inoltre, all’interno del carcere ci sarebbe una sorta di pressione da parte degli altri detenuti, tanto che alcune persone preferirebbero evitare di parlare con i detenuti omosessuali per non essere a loro volta giudicate o prese di mira. “Sarebbe meglio evitare di andare a parlare con loro, più che altro perché magari gli altri ti rompono: ‘Ma cosa vai a parlare con quello?’. E quindi chi si fa condizionare alla fine fa quello che la maggioranza chiede”, ha aggiunto.

Jesus ha poi paragonato questa dinamica a quella che, secondo lui, esisterebbe anche nella società al di fuori del carcere, dove alcune persone tenderebbero a comportarsi seguendo le idee e i pregiudizi della maggioranza. “Purtroppo all’interno del carcere non c’è una grandissima apertura mentale rispetto a tante cose”, ha spiegato, sottolineando come all’interno dell’ambiente carcerario esistano anche specifici codici non scritti legati alla gravità dei reati commessi.

Gay in carcere e quel “codice d’onore” da rispettare

Nel suo racconto, Jesus ha fatto riferimento al cosiddetto “codice d’onore” dei detenuti, secondo cui alcuni reati, in particolare quelli commessi contro i bambini o quelli legati alla pedofilia, verrebbero considerati particolarmente gravi. Se il pedofilo è pure gay, quindi, all’interno del carcere avrà una vita d’inferno e isolato da tutti.

Le parole di Jesus riportano l’attenzione su un tema delicato, quello dei diritti delle persone LGBTQ+ anche all’interno delle carceri. L’orientamento, infatti, non dovrebbe mai essere motivo di discriminazione, isolamento o emarginazione, indipendentemente dal contesto in cui una persona si trova. Anche chi sta scontando una pena mantiene i propri diritti fondamentali e il diritto a essere trattato con dignità e rispetto.

Una questione che, ancora oggi, dimostra quanto ci sia da fare per combattere pregiudizi e discriminazioni nei confronti delle persone LGBTQ+.

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