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Senegal: il conduttore Pape Cheikh Diallo e il cantante Djiby Dramé arrestati con l’accusa di omosessualità

Fabiano Minacci 18/08/2026

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Il fatto risale allo scorso 7 febbraio, ma la notizia si sta estendendo a macchia d’olio online solo nelle ultime settimane: quel giorno la Gendarmeria di Keur Massar, nella zona est di Dakar, ha arrestato dodici uomini senegalesi con l’accusa di associazione a delinquere, trasmissione intenzionale dell’HIV attraverso rapporti non protetti, messa in pericolo della vita altrui e atti contro natura espressione che, nel linguaggio del codice penale senegalese, viene utilizzata per indicare i rapporti tra persone dello stesso sesso. Tra gli arrestati ci sono anche persone conosciute dal pubblico, come il conduttore Pape Cheikh Diallo e il cantante Djiby Dramé.

Senegal, oltre 30 uomini arrestati per omosessualità: il codice penale prevede fino a 10 anni di carcere

L’indagine, chiamata “caso Pape Cheikh Diallo e soci”, si è successivamente allargata e ha portato all’arresto di oltre trenta persone, tra personaggi pubblici, imprenditori e cittadini comuni. Tra loro, oltre il conduttore e il cantante sopracitati, c’è anche il giornalista Pape Biram Bigué Ndiaye. Gli uomini arrestati sono stati portati davanti al Tribunale di Dakar e rinchiusi nel carcere di Rebeuss.

Alla base di questa nuova ondata repressiva c’è una legge che in Senegal criminalizza i rapporti tra persone dello stesso sesso, ovvero l’articolo 319 del Codice Penale (in vigore dal 1965) prevede fino a dieci anni di carcere e una multa per chi viene accusato di “atti contro natura”. La legge formalmente non parla di orientamento, ma nella pratica può essere utilizzata contro persone sospettate di essere omosessuali anche sulla base di denunce, voci o semplici sospetti. Questa legge è stata successivamente inasprita lo scorso 18 febbraio quando è stato approvato un disegno di legge che prevede pene più severe anche a chi “promuove” o “sostiene” l’omosessualità attraverso immagini, discorsi, scritti o social network.

Il Senegal è ufficialmente uno Stato laico, ma circa il 93% della popolazione è musulmana e di questa religione lo sono anche il presidente Bassirou Diomaye Faye e il primo ministro Ousmane Sonko e proprio quest’ultimo negli anni scorsi ha assunto posizioni molto dure contro le pressioni internazionali a favore dei diritti LGBTQ+.

In questi ultimi mesi in Senegal ci sono state altre maxi retate che hanno portato all’arresto di numerose donne e altrettanti uomini colpevoli, secondo l’accusa, di essere omosessuali.


Il clima in quel Paese, dal punto di vista dei diritti LGBT+, è ormai irrespirabile. Ma, per chiudere con una battuta, posso dire che i senegalesi, nonostante siano fan di Barbara d’Urso, non hanno mai fatto propria la sua storica campagna contro l’omofobia. Anzi.

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