LGBT
Aggressione omofoba a Bologna, coppia gay picchiata da un branco di venti ragazzi
Anthony Festa 25/09/2026

Ennesima aggressione omofoba e questa volta è accaduta nella civilissima Bologna, una delle città più aperte e accoglienti, vicine da sempre alla comunità LGBTQ. Proprio com’è accaduto poche settimane fa al direttore Luca Burini, che è stato pestato a Porta Romana, nel cuore di Milano, anche la coppia gay che ha subito un’aggressione omofoba a Bologna si trovava in una zona centrale del capoluogo emiliano, precisamente a Porta Mascarella.
Nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre due ragazzi di 29 anni, si stavano tenendo per mano davanti a un bar, quando un uomo ha iniziato ad attaccarli verbalmente, contestando loro il fatto di tenersi per mano. Poi sarebbero arrivati altri compagni dell’omofobo in questione, che pare abbiano cominciato a deridere e insultare la coppia, usando termini discriminatori. Il branco, composto da una ventina di individui, descritti dai quotidiani come “stranieri di origine africana” è passato presto dalle parole ai fatti. Il gruppo ha iniziato a picchiare i due innamorati.
Le forze dell’ordine sono state avvisate di quanto stava accadendo, ma purtroppo quando sono arrivati i Carabinieri, i delinquenti erano già riusciti a scappare. Una delle due giovani vittime è stata portata subito al pronto soccorso, dopo che per i colpi ha lamentato forti dolori alla testa.
Gli agenti hanno già dato il via alle indagini per individuare i responsabili. I Carabinieri secondo i media starebbero controllando le registrazioni delle telecamere della zona, a cominciare da quelle del locale dove i due ragazzi avevano passato la serata e dove è avvenuto il pestaggio.
Prima che qualcuno possa strumentalizzare l’origine straniera degli aggressori, è bene ricordare che in Italia nel 2021 è stata bocciata una legge contro l’omofobia, che avrebbe inasprito le pene per chi commette certe barbarie, che sia italiano o straniero. E in un Paese in cui due persone devono aver paura a tenersi per mano, ci sono partiti politici che pensano di “vietare contenuti gay in tv fino alle 23” o un governo che come priorità ha avuto quella di ordinare lo stop alle registrazioni dei figli delle coppie omogenitoriali. Quando si dice, essere sconnessi dalla realtà e dai veri problemi del Paese.
A Bologna in quindici si scagliano contro due ragazzi; calci, pugni, botte in testa, uno dei due finisce in ospedale.
La loro “colpa”? Tenersi per mano. #omofobia pic.twitter.com/5BloyWjzXS
— radio__zek 🏳️🌈 (@radio__zek) September 25, 2026
Il sindaco si pronuncia sull’aggressione omofoba a Bologna
Dell’aggressione omofoba a Bologna hanno già parlato le più importanti testate, da La Repubblica a Today e poco fa sono intervenuti anche il sindaco del capoluogo emiliano, Matteo Lepore e la vicesindaca Emily Clancy. I due hanno manifestato la loro vicinanza alla coppia che è stata insultata e picchiata, sottolineando come sia intollerabile dover avere timore anche solo a scambiarsi un gesto d’affetto come il tenersi mano nella mano: “Vogliamo esprimere la più profonda solidarietà e la vicinanza dell’intera Amministrazione comunale ai due ragazzi vittime dell’aggressione avvenuta la scorsa notte. È inaccettabile e doloroso che nella nostra città due persone debbano subire prima insulti discriminatori e poi una violenza fisica così brutale. Che un gesto quotidiano come tenersi per mano diventi per qualcuno il pretesto per scatenare una violenza fisica e verbale di questa portata è un segnale di allarme che non possiamo minimizzare“.
Il sindaco e la vicesindaca, in una nota pubblicata sul sito ufficiale del Comune, hanno sottolineato come nei mesi scorsi ci sia stata un’altra aggressione omofoba a Bologna, avvenuta con modalità simili a quella di giovedì scorso: “Questo episodio non rappresenta soltanto un grave fatto di cronaca, ma un tentativo di intimidazione che colpisce il cuore della nostra comunità. Purtroppo non è neanche l’unico caso di cui abbiamo ricevuto notizia negli ultimi mesi. La dinamica stessa dell’accaduto, dove l’insulto di un singolo ha poi innescato l’azione organizzata di un branco, ci ricorda quanto sia fondamentale mantenere alta la guardia contro la retorica dell’odio e i suoi effetti reali sulla vita delle persone“.
Non solo parole, il Comune sosterrà concretamente le vittime di questa e di tutte le altre aggressioni nei procedimenti giudiziari per reati di matrice discriminatoria e legati all’odio: “La sicurezza nello spazio pubblico e la libertà di vivere i propri sentimenti alla luce del sole sono diritti inalienabili, fondamento stesso della nostra convivenza civile. Di fronte a queste derive, le istituzioni hanno il dovere di rispondere non solo con la solidarietà, ma con azioni strutturali e prese di posizione inequivocabili. Per questo motivo, come Comune di Bologna già dallo scorso maggio abbiamo adottato un indirizzo preciso: non lasceremo le vittime da sole ad affrontare il peso legale di queste violenze. Il Comune si costituirà parte civile nei procedimenti per reati di matrice discriminatoria e legati all’odio“.
Un’ottima iniziativa, anche se è chiaro che per tutelare davvero i cittadini servano anche altri strumenti, come leggi più severe contro certi reati e magari anche più agenti delle forze dell’ordine, così da garantire meglio la sicurezza sul territorio, anche nei centri storici, dove è sempre più pericoloso circolare nelle ore notturne (non solo per coppie gay che si tengono per mano).








