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Olbia, aggressione omofoba ad Angelo organizzatore de Il Biscotto della Fortuna: “30 contro 1”

Fabiano Minacci 15/08/2026

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Un’aggressione violenta, accompagnata da insulti omofobi, sarebbe avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 agosto a Porto Istana in provincia di Olbia, al termine di una serata organizzata dal collettivo itinerante Il Biscotto della Fortuna. A denunciare pubblicamente quanto accaduto è stato Angelo, promotore dell’evento, attraverso alcune storie pubblicate su Instagram. “E poi a fine serata vieni preso a sassate e calci in faccia da 30 in un vicolo, 30 non 1!”, ha scritto pubblicando un selfie dal letto di ospedale.

Secondo il suo racconto, la serata si sarebbe svolta senza particolari problemi all’interno di un locale sulla spiaggia. Una volta terminato l’evento, però, Angelo sarebbe stato seguito e atteso in un vicolo da un gruppo composto da circa trenta persone. Sempre secondo la testimonianza della vittima, il gruppo lo avrebbe circondato, immobilizzato e poi aggredito con calci, pugni e pietre, colpendolo anche al volto. Durante il pestaggio sarebbero stati pronunciati diversi insulti omofobi. Nella stessa circostanza, inoltre, sarebbero stati danneggiati il telefono e il computer della dj che aveva partecipato alla serata.

Olbia, aggressione omofoba ad Angelo organizzatore de Il Biscotto della Fortuna: “Calci, pugni, sassate in faccia”

Alla scena avrebbero assistito circa cinquanta persone, che potrebbero quindi essere in grado di fornire una testimonianza su quanto accaduto. Particolarmente grave è anche il racconto relativo ai soccorsi. Stando a quanto riferito da Angelo, una persona dell’equipe paramedica intervenuta sul posto avrebbe inizialmente esitato a prestargli assistenza, chiedendogli se fosse omosessuale e manifestando timori legati a un possibile contagio. Successivamente sarebbe stato medicato e trasportato in ospedale, dove è stato ricoverato. “La cosa peggiore” – ha scritto Angelo – “è essere soccorso da della gente che ridendo dice ai colleghi di non toccarti perché il sangue potrebbe essere infetto“.

Sui social Angelo ha pubblicato alcune immagini scattate immediatamente dopo l’aggressione, nelle quali appare con il volto, le mani e parte del corpo ricoperti di sangue. In altre fotografie, realizzate in ospedale, è invece visibile con la testa fasciata. Anche una ragazza presente quella sera avrebbe riportato una ferita alla schiena. “Ringrazia che sei femmina o avresti fatto la stessa fine“, la didascalia alla foto, minaccia che la ragazza ha ricevuto dai bulli.

Il giovane ha inoltre raccontato di aver provato a denunciare l’accaduto in diverse caserme dei comuni nei dintorni di Olbia, senza riuscire, secondo quanto riferito, a formalizzare la denuncia per una presunta mancanza di personale. Gli sarebbe stato consigliato di rivolgersi alle autorità una volta rientrato a Milano.

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