LGBT
Priscilla spiega ai bambini cos’è una drag queen
Fabiano Minacci 25/04/2026

Priscilla non è solo la host di Drag Race Italia, ma è anche un’attivista nonché la Mother di molte artiste. Qualche giorno fa ha presenziato alla Fondazione Foqus di Napoli dove ha avuto l’opportunità di leggere il libro Il Bambino Con i Fiori Nei Capelli a bambini e bambine dai cinque ai dieci anni insieme ai loro genitori. “Lì ho visto l’intersezionalità nella sua forma più autentica: negli sguardi curiosi, nelle domande spontanee, nell’assenza totale di giudizio” – ha scritto su Instagram – “I bambini e le bambine non nascono con i pregiudizi. Non conoscono stereotipi, barriere o categorie rigide. Vedono, ascoltano, accolgono. Sono liberi/e. Siamo noi adulti, spesso senza rendercene conto, a trasmettere limiti, paure e divisioni“.
Cos’è una drag queen, il racconto di Priscilla ai bambini di Napoli
In quell’occasione Priscilla ha anche spiegato ai bambini cosa è una drag queen e che non c’è niente di sbagliato nel giocare con i trucchi, le parrucche e i tacchi: lo possono fare le bambine, ma anche i bambini, dato che in fin dei conti è un semplice gioco. “Quando scegliamo di indossare quello che ci piace vuol dire che stiamo bene perché siamo liberi“, ha raccontato “La cosa più importante è che tutto quello che scegliamo quando giochiamo e tutto quello che mettiamo addosso ci piace e l’abbiamo scelto noi“. Ed entrando nel merito di cosa significa proprio drag queen, ha spiegato: “È una persona a cui piace giocare con i tacchi, con le parrucche, con il make up, con le paillettes, con i costumi molto esagerati“. “Secondo voi soltanto le femminucce possono giocare con i tacchi? No! E secondo voi questa cosa è strana o va bene? Va bene! Non c’è nulla di male!“.
Il video è diventato rapidamente virale, finendo nelle bacheche e nei profili di nostalgici, estremisti e omofobi, che hanno subito gridato all’indottrinamento e alla cosiddetta “teoria gender”, accompagnando il tutto con i soliti slogan come “giù le mani dai bambini”. Gli stessi che, senza alcuna contraddizione apparente, non esitano a travestire i propri figli da angeli e a farli sfilare — talvolta in condizioni di sicurezza discutibili — appesi a strutture precarie durante alcune processioni religiose.
A queste polemiche, però, preferisco non dare ulteriore visibilità: sono contenuti e posizioni che meritano soltanto di essere ignorati. Piuttosto, vale la pena soffermarsi su ciò che di bello c’è stato davvero, ovvero questo splendido incontro con Priscilla, che ha saputo trasmettere un messaggio positivo e autentico. Mariano Gallo, l’uomo al di sotto della parrucca, è davvero un attivista con i contro-attributi.
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