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Omicidio Luca Esposito, il tunisino confessa: “Era insistente per prestazioni a pagamento con connazionali”

Fabiano Minacci 26/07/2026

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Il giornalista sportivo Luca Esposito è stato barbaramente ucciso e poi dato alle fiamme. Il presunto omicida, un 26enne tunisino di nome Ridha Rahmouni, ha confessato il delitto, spiegando di aver agito perché, a suo dire, la vittima sarebbe stata troppo insistente e lui si sarebbe sentito particolarmente infastidito dalle “attenzioni” che gli sarebbero state rivolte.

Stando al racconto del giovane tunisino, Luca Esposito avrebbe intrattenuto rapporti a pagamento con alcuni connazionali e avrebbe avanzato una richiesta simile anche nei suoi confronti. Ridha Rahmouni si sarebbe così “sentito pressato da un’attenzione che non avrebbe ricambiato”, senza che tra i due, secondo la sua versione, ci fosse mai stato un avvicinamento fisico. A sostegno di questa ricostruzione ci sarebbero anche gli accertamenti sul traffico telefonico intercorso tra i due, che sarebbe proseguito fino a sabato pomeriggio, quando avrebbero concordato di incontrarsi in un casolare nella provincia di Eboli, luogo in cui Esposito avrebbe poi trovato la morte.

Secondo le ricostruzioni, i due avrebbero raggiunto il luogo dell’appuntamento con mezzi diversi: Luca Esposito in automobile e Ridha Rahmouni in bicicletta. L’incontro, come riportato da Il Mattino, sarebbe presto degenerato in una violenta lite sfociata in un’aggressione fisica. Dopo aver colpito il giornalista e averlo fatto cadere a terra, il tunisino avrebbe ricoperto il corpo con sterpaglie, plastica e una coperta, per poi appiccargli il fuoco. Secondo quanto emerso dalla confessione, Esposito sarebbe stato ancora vivo quando il giovane avrebbe incendiato il corpo.

Luca Esposito, i rapporti con i tunisini musulmani: “Li sviava dalla preghiera e li spingeva alla fornicazione fra uomini che la religione punisce”

Come scritto da Il Mattino, c’è poi un altro aspetto che merita di essere approfondito. Lo copio-incollo: “Rahmouni oltre a non tollerare quelle attenzioni, ritiene di dover mettere fine al meccanismo di tentazione cui Luca Esposito sottoponeva i suoi amici. Il bisogno di soldi avrebbe spinto alcuni di loro, che potrebbero essere individuati presto per riscontrare ciò che l’arrestato ha riferito, ad accettare di avere rapporti intimi con la vittima. Una cosa che il 26enne, che si è detto musulmano credente e praticante, non poteva più permettere. Luigi veniva visto come un soggetto che sviava i suoi amici dalla preghiera e che spingeva persone di sua conoscenza, e a cui era affezionato, a pratiche, quale la fornicazione tra uomini, che la sua religione non accetta e che, anzi, punisce“.

Un racconto che fa rabbrividire e che dovrà ovviamente trovare riscontro nelle indagini che la Procura di Salerno non ha certo chiuso con l’arresto della notte scorsa. L’uomo, arrivato in Italia nel giugno del 2023, dopo un anno e mezzo aveva ricevuto il decreto di espulsione, ma era riuscito a fuggire e da allora viveva da clandestino.

Insomma, l’uomo, che ha negato categoricamente di aver mai avuto rapporti intimi con la vittima, avrebbe spiegato di aver agito anche con l’intento di impedire che altri suoi connazionali continuassero ad averli. Secondo la sua versione, infatti, questi comportamenti li avrebbero portati a commettere un peccato e, di conseguenza, a rischiare la dannazione eterna. Taccio.

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