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Omicidio Luca Esposito, spuntano nuove prove: svolta sul rapporto con Ridha Rahmouni

Fabiano Minacci 28/07/2026

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Per l’omicidio di Luca Esposito resta in carcere Ridha Rahmouni, il 26enne tunisino accusato di aver ucciso il giornalista sportivo e averne bruciato il corpo. A stabilirlo è stato il giudice per le indagini preliminari di Salerno, Giandomenico D’Agostino, che ha preso la sua decisione al termine dell’udienza di convalida, durata poco più di un’ora, in cui ha confermato il quadro accusatorio e le ipotesi di reato, ovvero omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione e soppressione di cadavere.

Omicidio Luca Esposito, le nuove prove trovate in macchina

Durante l’interrogatorio Ridha Rahmouni ha detto che Luca Esposito insisteva per ottenere rapporti con lui a pagamento, e che questo lo metteva a disagio a tal punto da arrivare a ucciderlo. Ha aggiunto di non aver mai accettato e che richieste simili venivano da lui rivolte, e accolte, anche da altri giovani nordafricani in difficoltà economica. Sul luogo del delitto sono stati trovati preservativi e oli da massaggio, sia dentro che fuori l’auto e questi oggetti per gli inquirenti sono elementi che confermerebbero la natura dell’incontro. Un appuntamento che, secondo la Procura, Esposito teneva nascosto a famiglia e colleghi fingendo una vita parallela e dicendo a tutti di avere una moglie che in realtà non esiste.

Outing al giornalista, giusto o sbagliato?

Questi elementi hanno aperto un dibattito a tal proposito, perché Luca Esposito non era dichiarato e quello che è successo è di fatto un outing. In un caso di cronaca come questo è giusto o sbagliato? Il giornalista Pasquale Quaranta, diversity editor de La Stampa e da sempre impegnato sui temi della comunità LGBT+, ha scritto: “Se i rapporti intimi entrano nel movente, come si raccontano senza fare outing?“. E ancora: “Sono elementi che possono aiutare a ricostruire il rapporto tra i due e il possibile movente, quindi vanno raccontati. Ma restano, al momento, elementi della versione dell’indagato. Raccontarli non significa automaticamente definire Esposito gay“.

La perizia sui telefoni cellulari

Fra le novità di oggi c’è la decisione della Procura di Salerno, che ha fissato in 120 giorni il tempo necessario per completare la perizia tecnica sui cellulari di Luca Esposito e Ridha Rahmouni.

Gli inquirenti dovranno analizzare e ricostruire i contenuti degli scambi tra i due, concentrandosi in particolare sulle conversazioni della sera di sabato, avvenute poche ore prima del delitto. L’analisi sarà estesa anche a eventuali utenze di terze persone, con l’obiettivo di capire se, nei giorni precedenti, qualcun altro abbia avuto contatti con la vittima o con l’indagato. Si tratta di un passaggio importante per verificare la versione fornita da Rahmouni. Per analizzare e interpretare le chat in lingua araba è stato inoltre nominato un interprete.

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