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Enzo Miccio vittima di una relazione tossica: “Mi maltrattava e spariva per giorni”

Fabiano Minacci 14/09/2026

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Enzo Miccio e Laurent Miralles, chirurgo plastico francese scomparso nel gennaio 2025 a causa di una leucemia fulminante, sono stati insieme sei anni e proprio oggi il wedding planner ha deciso di ricordarlo nel suo libro Quando L’Amore Non Basta. Nel romanzo, forse per pudore o rispetto, Miccio non fa il nome di Miralles, ma le allusioni sono palesi.

L’incontro fra i due, come ha raccontato, è avvenuto a Parigi, durante una cena. Enzo Miccio all’epoca era reduce da una relazione di undici anni e non stava in quel momento cercando un nuovo amore, nonostante questo ha preso un colpo di fulmine. I sei anni vissuti al fianco di Lauren Miralles, però, li ha descritti come altalenanti, fra momenti alti e altri molto bassi. Il problema, secondo lui, non era la mancanza di sentimento, ma il modo in cui nella coppia venivano affrontati i conflitti.

Stando a quanto raccontato da Miccio, Miralles attuava dei veri e propri silenzi punitivi e dopo i litigi non gli rivolgeva parola per ore o addirittura giorni. “Era capace di non calcolarmi per ore, per giorni, per un weekend intero“. Con il tempo ha quindi iniziato a riconoscere quelle dinamiche come tossiche, pur senza cancellare tutto il resto. Il silenzio punitivo (tattica manipolatoria che usano tutte le persone che sono dei manipolatori narcisisti), è quando una persona smette volontariamente di parlare o comunicare con il partner per punirlo, farlo sentire in colpa o costringerlo a cedere.

Nonostante questo, Enzo Miccio ha dichiarato che quello con Laurent Miralles è stato vero amore. “Ho fatto terapia prima da solo, poi in coppia, poi soltanto lui e poi di nuovo io da solo. Avevo necessità di qualcuno che mi fornisse i codici per comprendere ciò che stavo vivendo. Però non mi sento di paragonare la mia storia a quelle che poi sfociano in violenze fisiche, perché tra noi quella non c’è mai stata. Al di là di tutto, io conservo un ricordo meraviglioso di questa persona. Perché ho la certezza , l’ho vissuto sulla mia pelle, che il nostro era un amore vero“.

Una violenza psicologica che tutt’ora, incredibilmente, giustifica. “Mi faceva pressioni tutti i giorni. Ogni messaggio, ogni telefonata erano diventati insostenibili (…) Uscivo dal lavoro andavo a Linate e compravo un biglietto per Parigi. Non potevo stargli lontano, anche quando mi maltrattava, anche quando mi chiudeva fuori di casa“. Fino all’ultima lite, quando Enzo Miccio ha deciso di non perdonarlo. “È scattato qualcosa in me. Ero seduto in un caffè, disperato, e mi sono detto: ‘Adesso basta. Ti proteggi. Non vai da nessuna parte’. È stata l’ultima possibilità“.

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