Viral
Nonna Silvi è legata alla storia del Mostro di Firenze: “Ho visto il secchio pieno di sangue”
Fabiano Minacci 23/07/2026

Silvana Bini, meglio conosciuta come Nonna Silvi, è una creator toscana classe 1941 che, grazie al successo ottenuto sui social, ha costruito un vero e proprio impero gestito dal nipote. Questa settimana è stata ospite del podcast Gurulandia e, tra una chiacchiera e l’altra, ha raccontato anche un aneddoto decisamente curioso, tirando in ballo a sorpresa il caso del Mostro di Firenze.
Nonna Silvi è infatti in qualche modo legata a quella tragica vicenda. Suo figlio, Marco Martini, è stato uno dei soccorritori che prestò i primi soccorsi a Paolo Mainardi, il 22enne ucciso dal Mostro di Firenze a bordo della sua Fiat 147 celeste insieme alla fidanzata Antonella Migliorini.
Era il 1982 e all’epoca Marco Martini faceva volontariato alla Croce d’Oro quando ricevette una chiamata per soccorrere una coppia nei pressi di Baccaiano di Montespertoli, in provincia di Firenze. “Io ho visto il secchio pieno di sangue!“, sono state le prime parole pronunciate da Nonna Silvi quando i podcaster le hanno chiesto del Mostro di Firenze.
Nonna Silvi è legata alla storia del Mostro di Firenze: “Ho visto il secchio pieno di sangue”
“Il mi’ figliolo era di servizio alla Croce d’Oro. Arriva una chiamata e parte per Baccaiano. Là vede la macchina dove c’era quest’uomo con il sangue alla bocca. Lo prende, lo mette in ambulanza e lo porta in ospedale, ma l’uomo è morto durante il tragitto. Fino a Empoli è rimasto vivo. La ragazza, invece, l’hanno trovata già morta“. Un racconto crudo che ha lasciato senza parole anche Marco Cappelli, che ha anticipato di volerla ospitare nuovamente per dedicare un’intera puntata a questo particolare aneddoto. “Io non so come abbia fatto mio figlio a trovare il coraggio e la forza per raccattare una persona in quello stato. Era pieno di sangue quando è tornato a casa“, ha concluso Nonna Silvi.
Il racconto di Nonna Silvi è ovviamente vero e suo figlio ha avuto anche un ruolo centrale nel processo, dato che la sua versione è cambiata più volte. A raccontare la vicenda è stato il sito Mostrologia dedicato proprio al Mostro di Firenze.
La storia di Marco Martini (figlio di Nonna Silvi) e barelliere che ha soccorso una vittima del Mostro di Firenze
“A entrare nella macchina erano stati invece i barellieri, all’epoca tutti molto giovani e alla prima esperienza in un’operazione di soccorso. I loro nomi erano: Silvano Gargalini, Marco Martini e Paolo Ciampi” – si legge sul sito – “Anche i barellieri riferirono durante il Processo ai CdM che il Mainardi era seduto dietro, ma il Pubblico Ministero Paolo Canessa fece notare come invece la notte stessa dell’omicidio, le loro dichiarazioni fossero state differenti: avevano cioè riferito che il Mainardi era seduto davanti“.
E ancora:
“Anche su questo punto non c’è omogeneità di vedute fra i mostrologi: c’è chi ritiene che i barellieri in sede processuale avessero voluto allinearsi alle dichiarazioni rese dall’Allegranti (ma sinceramente non se ne capisce il motivo), c’è invece chi ritiene che la notte del duplice omicidio sui giovanissimi barellieri fossero state esercitate pressioni dalle forze dell’ordine affinché non fornissero versioni contrastanti, e di conseguenza problematiche, rispetto ai ragazzi che per primi erano intervenuti sulla scena del crimine e avevano visto il Mainardi seduto davanti. È lo stesso barelliere Martini a indurre a pensare che questa seconda possibilità sia più corretta, quando sempre al Processo ai CdM, per spiegare la discrepanza di versioni, dichiarò: ‘…dopo circa tre ore, tre ore e mezzo di interrogatorio, alla fine, a Montespertoli, dissi: fatemi firmare… scrivete quello che vi pare e fatemi firmare quello che vi pare’“.








