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Video rubati di Stefano De Martino, si allarga l’inchiesta: spunta un secondo indagato

Anthony Festa 22/05/2026

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Nell’agosto del 2025 il caso dei video rubati di Stefano De Martino ha fatto molto clamore, ma dopo le prime settimane di curiosità, sulla vicenda è calato il silenzio. Il mese scorso la svolta, un tecnico dell’azienda che si è occupata del sistema di sorveglianza della casa di Caroline Tronelli è stato indagato con le accuse di accesso abusivo a rete informatica e condivisione illecita di contenuti intimi (clip che circolano ancora e che potrebbero mettere nei guai migliaia di persone). In questi giorni ci sono stati ulteriori sviluppi sul giallo dei filmati trafugati, le indagini si sono allargate e sembra che sia coinvolto un secondo personaggio, che pare abbia avuto un ruolo specifico.

Secondo indagato per i video rubati di Stefano De Martino.

Oltre al tecnico che avrebbe registrato di nascosto il conduttore di Affari Tuoi e l’ex compagna Caroline Tronelli, in questa storia sembra abbia avuto un ruolo chiave anche un altro uomo. Il Corriere della Sera ha fatto sapere che c’è una seconda persona iscritta al registro degli indagati. Se il tecnico potrebbe aver spiato la coppia, questo secondo indagato è accusato di essere stato l’artefice della diffusione del materiale, colui che per primo ha caricato sulla più famosa piattaforma di contenuti per adulti i filmati del presentatore e della sua ex fidanzata.

Secondo Il Corriere della Sera la polizia avrebbe già sequestrato pc e telefoni di questo nuovo indagato: “Dopo il furto avvenuto la notte del 9 agosto scorso, quest’altra persona si è occupata di diffonderlo online sui diversi siti e diverse pagine in Telegram dove le immagini sono state visualizzate. È un italiano, cui sono stati sequestrati tutti i dispositivi a partire dallo smartphone e (per ora) è indagato solo per diffusione di immagini private senza consenso“.

Un’attività organizzata dietro ai filmati dell’ex ballerino?

Anche il programma di Rai Uno, La Vita in Diretta, ha confermato la notizia del Corriere. Stando alle informazioni avute dalla trasmissione di Alberto Matano, il centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia starebbe già analizzando tutti i device sequestrati al secondo indagato, per individuare il preciso momento in cui sono stati acquisiti i video rubati di Stefano De Martino, chi glieli abbia girati e come sia avvenuta la pubblicazione online.

La polizia non esclude però che l’inchiesta si possa allargare e che dietro a questi reati possano nascondersi ben più di due persone: “Ricostruendo tutti i passaggi dei filmati precedenti alla comparsa nei gruppi social, gli investigatori dovrebbero arrivare a fare luce su chi era l’origine del caso, trovando conferma sulle responsabilità del tecnico infedele che avrebbe installato le telecamere di sicurezza, il primo indagato di questa vicenda, o allargando l’indagine ad altri responsabili, come ipotizzato, una vera e propria attività organizzata. Quelle immagini non sono solo state registrate e diffuse, ne sono nati meme e clip, un vero glossario per immagini della vita privata di una coppia inconsapevole di essere spiata“.

Intanto il 18 maggio scorso sono cominciati gli accertamenti tecnici sui profili social e i dispositivi del primo indagato, l’ex dipendente della ditta di videosorveglianza che ha lavorato a casa Tronelli. In merito a questo passo importante, gli avvocati del conduttore, Angelo e Sergio Pisani hanno dichiarato all’Ansa: “Speriamo che questo accertamento possa rivelarsi cruciale per l’indagine, così da ricostruire l’esatta catena di diffusione illecita dei filmati sul web“. I legali hanno anche ribadito che anche il solo salvataggio su pc o smartphone di quelle immagini che ritraggono il loro assistito costituisce reato, così come la creazione di meme, o l’utilizzo di singoli fotogrammi.

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