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Mirko Moriconi, molti vip ricordano lui e la madre, ma sui social c’è chi difende e giustifica il padre

Anthony Festa 25/06/2026

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Ciò che è successo a Mirko Moriconi e sua madre Kathy Andreoni non ha dell’umano e anche per questo ha scioccato tutti, o quasi. Perché se migliaia di persone comuni e anche molti vip hanno commentato sgomenti l’accaduto, c’è anche chi ha deciso di mostrare pubblicamente la propria disumanità prendendo le parti di Pietro Moriconi. Dai social infatti è arrivata la prova che la stessa mostruosità che alberga nell’anima dell’uomo che ha tolto la vita al figlio e alla moglie, si trova anche in moltissime altre persone che lo stanno giustificando.

Basta aprire un qualsiasi post social delle testate che hanno parlato di questo tremendo fatto di cronaca per imbattersi in commenti immondi e la pagina del locale LGBTQ Red di Bologna ne ha raccolti alcuni. Un uomo ha scritto: “Avessi un figlio anch’io la penserei come il padre. Siamo da ricovero siamo da denuncia come volete voi ma è il cervello che ci dice così“. Un altro ha commentato: “Avrà avuto le sue ragioni“. C’è poi chi in maniera molto sintetica ha sentenziato: “Ha ragione il papà!“. L’odio social non si ferma nemmeno davanti alla morte di un giovane di 24 anni e di sua madre che l’ha sempre difeso e supportato. Questi individui non solo partoriscono pensieri problematici, disgustosi e pericolosi, ma pubblicandoli online dimostrano di non vergognarsi e di credere che questi siano condivisibili e validi.

Mirko Moriconi, il ricordo di Noemi, Luxuria e Imma Battaglia.

Sono davvero tanti i personaggi noti che hanno voluto fare una riflessione dopo quello che è stato fatto a Kathy Andreoni e suo figlio. Vladimir Luxuria li ha ricordati facendo anche un riferimento alle parole inaccettabili di un politico: “In Italia possiamo guidare, essere curati e uccisi. La transfobia è ancora più crudele quando è in famiglia, per qualcuno non esiste né il femminicidio né l’omobitransfobia. Mirko e tua mamma Katy, a voi una mia preghiera di rabbia e di dolore, domani vi ricorderemo“.

Imma Battaglia ha sottolineato che questo duplice omicidio che molto probabilmente ha una matrice omofoba è avvenuto nella “modernissima Versilia”, nota per la sua apertura al mondo LGBTQ, per essere una terra di accoglienza e inclusione, motivo in più per preoccuparsi e capire che la malattia che è l’omolesbotransfobia attecchisce ovunque: “Oggi è una giornata di una tristezza, di un dolore assurdo. Perché Mirko Moriconi, 24 anni, ragazzo gay, forse in transizione, è stato ucciso, fucilato dal padre, insieme alla madre Kathy che lo proteggeva, nella Versilia, nella modernissima Versilia. Ma cosa dobbiamo aspettare? Che cosa ancora dobbiamo vedere per dire che esiste una terribile omolesbotransfobia? Come facciamo a dire che c’è bisogno di una legge che punisca questo padre e lo lasci in prigione a marcire? Come si può uccidere un figlio dicendo ‘preferisco che sia morto piuttosto che gay?’. Ma che schifo, sono indignata, sono arrabbiata! Basta! Basta! Vergognatevi! Vergognati! Tu non sei un padre, tu sei uno schifoso!”.

Noemi invece ha condiviso un video in cui Mirko Moriconi cantava uno dei suoi brani. Il ragazzo aveva una passione per la musica e sui social ha condiviso molti video di cover. Noemi ha anche ricordato il forte legame tra il ventiquattrenne e la madre: “Ho visto i video in cui cantavi anche le mie canzoni, il tuo amore per la musica, il tuo sogno di essere libero e l’orgoglio di essere te stesso. Il mio pensiero va a te, Mirko, e a tua madre, Kety, che ti ha sempre supportato e dato tutto l’amore che meritavi di avere. Non si può essere uccisi nel 2026 per chi scegliamo di amare. Tutto questo è inaccettabile e un dolore immane“.

L’indignazione di Alba Parietti.

Alba Parietti da anni in tv e sui social continua a condannare ogni forma di discriminazione, inclusa ovviamente l’omolesbotransfobia. La conduttrice ha richiamato certi politici alle loro responsabilità, perché con le loro frasi dividono le persone e possono anche annaffiare i semi di odio e intolleranza: “«Finalmente mi sono liberato». Queste sono le parole di un padre che uccide un figlio, e la madre che lo proteggeva da questo orco, convinto che sia un suo diritto, una sorta di delitto d’onore, togliere la vita a un ragazzo che aveva semplicemente scelto di vivere la propria identità senza ipocrisie e senza paura. Per questo invito tutti i politici e tutte le persone a cui viene data voce pubblica in Italia ad assumersi la responsabilità del peso delle parole. Perché le parole possono insinuarsi nella mente di persone fragili, disturbate, prive del senso della realtà, e contribuire a legittimare odio, discriminazione e violenza. L’omosessualità non è un’opinione: è una realtà. E come tale ha diritto di essere vissuta in piena libertà, con dignità e rispetto. È necessario che questa consapevolezza entri nella cultura, nelle istituzioni, nei luoghi di lavoro e nel linguaggio pubblico. Le diverse identità non devono essere tollerate: devono essere riconosciute come parte della normalità della vita umana. Abbiamo tutti una responsabilità. Perché troppo spesso si uccide prima con le parole e poi con i fatti”.

Con un video condiviso su Instagram e Facebook, la Parietti si è scagliata contro Pietro Moriconi, dicendosi allibita come ancora oggi un padre di famiglia possa pensare di avere il diritto di togliere la vita alla moglie e al figlio. Alba ha dichiarato che alla base di molti casi di femminicidio c’è la stessa dinamica tossica e malata di tragedie come queste, di un uomo che preferisce il figlio morto che gay: “Questo padre ha ucciso il figlio che non ha mai accettato perché omosessuale. “Meglio un figlio morto che un figlio gay” diceva. Allora io penso che sia meglio non avere un padre, piuttosto che avere un padre che ragiona in questo modo. L’omosessualità non è una malattia, è un diritto, è uno stato di fatto. La classe politica italiana troppo spesso si intromette con delle frasi che non hanno senso, di un’ignoranza bovina terribile, perché frasi di questo genere purtroppo escono troppo spesso dalla bocca dei nostri politici. È una vergogna che ancora oggi nel 2026 possa succedere tanto il femminicidio quanto l’omicidio di un ragazzo perché gay, sono la stessa cosa, sono gli stessi motori mentali che spingono questi omuncoli, questa sottospecie di esseri umani a fare del male, a fare del male a chi ha tutto diritto di vivere con dignità. Tra l’altro questo ragazzo voleva intraprendere un percorso di transizione, ci sono tanti ragazzi che hanno questa esigenza legittima, che lo Stato dovrebbe legittimare con il rispetto a garantire loro la possibilità di un lavoro dignitoso, di una vita dignitosa“.

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