LGBT
Omicidio Luca Esposito: autopsia conclusa e conferma del Dna: oggi i funerali
Fabiano Minacci 06/08/2026

Il test del Dna ha confermato che il corpo carbonizzato trovato lo scorso 19 luglio nelle campagne di Eboli è quello di Luca Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni scomparso nei giorni precedenti.
L’esame è stato eseguito dai carabinieri del Ris di Roma, che hanno confrontato il Dna della vittima con quello di una delle sue sorelle. Gli investigatori avevano già certezze che si trattasse di Luca Esposito grazie all’impianto dentale e alla confessione dell’omicida, ma la conferma scientifica era necessaria per legge.
Luca Esposito, i funerali a Nocera Superiore
Dopo il risultato del Dna, la Procura di Salerno ha dato il via libera ai funerali. L’ultimo saluto a Luca Esposito si terrà questa mattina (giovedì 6 agosto) alle 11 nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Nocera Superiore. Non ci sarà una camera ardente: la bara arriverà direttamente davanti alla chiesa intorno alle 9.
uigi “Luca” Esposito, liberata la salma del giornalista: giovedì mattina i funerali. https://t.co/1vPVhLjsE0 pic.twitter.com/z3U3RCVqTJ
— Francesco Borrelli (@NotizieFrance) August 4, 2026
Ridha Rahmouni resta in carcere
Nel frattempo le indagini sull’omicidio proseguono. Per il delitto è stato arrestato Ridha Rahmouni, 26 anni, cittadino tunisino irregolare in Italia. Il giovane è stato incastrato da un’impronta digitale trovata sulla macchina del giornalista e, durante l’interrogatorio, ha confessato il pestaggio, venendo accusato di omicidio volontario. Davanti agli inquirenti ha raccontato di aver aggredito Luca Esposito con l’intenzione di “dargli una lezione”, sostenendo di non aver mai voluto ucciderlo. Ha inoltre dichiarato di aver agito perché, secondo la sua versione, il giornalista avrebbe avuto rapporti a pagamento con alcuni suoi amici nordafricani. Un comportamento che, sempre stando al suo racconto, avrebbe ritenuto inaccettabile per motivi religiosi, poiché l’Islam condanna i rapporti omosessuali. “Li sviava dalla preghiera e li spingeva alla fornicazione fra uomini che la religione punisce“, ha detto.
Al momento, però, il racconto fornito da Ridha Rahmouni non ha trovato riscontri. La Procura continua a indagare e si è presa dei mesi di tempo per analizzare il contenuto dei tre telefoni cellulari sequestrati, due appartenenti a Luca Esposito e uno al 26enne. L’obiettivo è ricostruire i rapporti tra i due, capire cosa si siano detti nei giorni precedenti all’omicidio e verificare se nell’intera vicenda siano coinvolte altre persone. Gli investigatori, infatti, stanno cercando di chiarire se Rahmouni abbia agito da solo oppure con l’aiuto di uno o più complici, sia durante l’aggressione sia nella fase successiva, quando il corpo del giornalista è stato dato alle fiamme nel tentativo di nascondere il delitto.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti disposti dalla Procura. Le analisi sui campioni prelevati durante l’autopsia serviranno a ricostruire con maggiore precisione la dinamica della morte di Luca Esposito, chiarendo quando è stato ucciso e quali siano state le cause del decesso.








