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Matteo Renzi punge Giorgia Meloni sul bollo auto e si scambiano frecciatine sui social
Fabiano Minacci 17/09/2026

Ieri, in Consiglio dei Ministri, è stata approvata l’esenzione dal bollo auto per il 2027 per le vetture di piccola e media potenza fino a 80 kilowatt. Una misura arrivata in piena campagna elettorale e che ha fatto storcere più di un naso: Giorgia Meloni ha deciso di introdurla soltanto ora, con l’obiettivo di garantirsi la rielezione? Nel dubbio, a mettere il dito nella piaga ci ha pensato Matteo Renzi, che ha riportato alla luce un vecchio post pubblicato dalla nostra Presidente del Consiglio nel maggio del 2016, quando a ricoprire quell’incarico era proprio lui. All’epoca, Renzi aveva promesso agli italiani l’abolizione del bollo auto e Meloni lo aveva accusato di essere un mago della distrazione di massa. Un post che, alla luce delle ultime novità, oggi sembra essere invecchiato decisamente male.
“Siamo in piena campagna elettorale, è appena stato arrestato un sindaco del Pd e Renzi prontamente si collega a Facebook per annunciare che vuole abolire il bollo auto e tagliare l’irpef. Il mago della distrazione di massa. Secondo voi è o non è un venditore di pentole?“, aveva scritto nel 2016.

Matteo Renzi punge Giorgia Meloni: “Aggredisci gli avversari e poi li copi”
“Eliminare il bollo per alcune categorie di auto e per i motorini è una buona idea” – ha scritto Matteo Renzi – “Abbassare le tasse è sempre una buona idea. Dieci anni fa eliminammo IMU prima casa, Irap costo del lavoro, abbassammo il canone facendolo pagare meno ma tutti, demmo gli 80€. Ogni anno lanciavo una misura diversa per restituire i soldi ai cittadini. E lei mi dava del “venditore di pentole”! Per la legge di bilancio 2018 avevamo trovato 7 miliardi per togliere del tutto il bollo. Quando lo dissi Meloni mi attaccò con questo tweet. E disse – che vergogna! – che lo facevo per nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco PD. Questa è Giorgia Meloni. Una leader che aggredisce gli avversari e poi li copia: sulle trivelle, sull’Italicum, su tutto. Io sono diverso e dico a Meloni: togli il bollo davvero, non per finta! Ma le ricordo anche questo tweet per chiederle se ogni tanto le viene da vergognarsi almeno un po’”.
Il leader di Italia Viva, attualmente uno dei pochi che effettivamente fa opposizione, ha poi aggiunto: “Togliere il bollo è giusto come lo era togliere IMU o IRAP costo del lavoro. E io non volevo nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco, ma se proprio lo volete sapere: quel sindaco arrestato allora si chiamava Simone Uggetti, era il sindaco di Lodi e fu massacrato da gente come la Meloni. Ma poi fu ovviamente assolto con tante scuse. Anche quell’arresto fu una vergogna e la giustizialista Meloni lo cavalcò senza ritegno. Giorgia dovrebbe scusarsi oggi: con noi per la polemica, con Simone per il giustizialismo, con gli italiani per come governa. Secondo voi lo farà?“.
Punta sul vivo, Giorgia Meloni ha risposto in modalità passivo-aggressiva: “Bravo Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare“; venendo però subito ‘spenta’ dal rivale politico: “Giorgia mi fa piacere che mi segui sui social. La differenza tra REALIZZARE e ANNUNCIARE? Io ho realizzato 80€, industria 4.0, IRAP costo del lavoro, TAP, IMU prima casa. Tu hai annunciato uscita da euro, eliminazione delle accise, pressione fiscale al 40%. Hai annunciato molto, hai realizzato poco. Se sul bollo ti va meglio, sono felice. Ora, però, stacca i social e torna a lavorare a Palazzo Chigi che ti paghiamo per governare. Baci“.

Queste risposte di Matteo Renzi le ho ovviamente lette con la voce di Latrice Royale e il suo ventaglio chiudendo con un THE SHAAADE! THE SHADE OF IT AAALLL.









