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Alberto Ravagnani in costume spiega perché ora mostra il fisico: “Voglio vivere e mostrare il mio corpo con libertà”
Anthony Festa 23/08/2026

Sono passati quasi sette mesi da quando ha lasciato il sacerdozio e da allora sono piovute molte critiche su Alberto Ravagnani, di recente anche perché ha iniziato a mostrare il fisico sui social e per delle dichiarazioni sui preti gay e l’omosessualità. L’influencer da qualche settimana sta viaggiando dalla Thailandia all’Indonesia e, come fanno molti turisti, ha condiviso sui social alcuni scatti in spiaggia, in piscina, nelle palestre di Chiang Mai e questo ha scatenato delle critiche.
Ieri però è andato oltre, Alberto Ravagnani ha pubblicato due scatti con il fisico ben visibile, uno in slip nero e uno con un costume arancione e ha dichiarato che dopo anni in cui per moralismo e insicurezze si è sempre coperto, adesso vuole vivere il suo corpo senza vergogna.

Tra i tanti commenti, un utente ha ringraziato l’ex prete per aver trasmesso dei messaggi positivi a migliaia di follower, come quello secondo cui mostrare il proprio corpo non solo non è un peccato, ma è libertà ed è l’esibizione di qualcosa che ha creato Dio stesso: “Non oso immaginare i commenti che riceverai dopo questa foto… Viva il corpo umano che, per chi è credente, Dio stesso ha creato in tutta la sua bellezza! Grazie mille per lanciare un messaggio così forte e che dà proprio quell’aria di libertà, talmente forte che anche per chi è agnostico come me e segue le vicende dall’esterno risulta dirompente e fonte d’ispirazione e cambiamento“.
L’ex don ha condiviso il commento del suo follower e in una storia Instagram ha rivelato di esserne rimasto colpito, tanto che ha maturato delle considerazioni sul tema della fisicità e del rivendicare la libertà di esibire il proprio corpo e i risultati del lavoro su di esso.
Alberto Ravagnani sulla necessità di amare, valorizzare e far vedere il fisico
Con una serie di storie Instagram, Alberto Ravagnani ha spiegato che il fatto di sfoggiare il fisico è una conquista, dopo che per tutto il periodo in cui è stato prete non ha potuto e voluto farlo. Adesso che ha abbandonato pregiudizi, insicurezze e restrizioni, il trentatreenne ha intenzione di continuare a vivere in libertà il rapporto con il suo corpo, allenandolo, prendendosene cura e anche mostrandolo, pure su internet.
“Mi rendo conto che ora mi sento finalmente libero di vivere, usare e mostrare il mio corpo. Prima, invece, non lo ero. Non lo ero per tanti motivi: insicurezza personale, mancanza di conferme da parte degli altri, un certo moralismo. E poi, ovviamente, il mio status di seminarista e di prete. Ora sto riscoprendo il mio corpo e – in generale – il profondo valore spirituale del corpo, che passa dall’intimità, dal contatto, dal piacere, dalla bellezza, dalla fragilità. E desidero viverlo fino in fondo, soprattutto con libertà. Perché dove c’è libertà c’è autenticità. E se c’è autenticità, allora possono nascere cose, situazioni, relazioni vere. Forse per molti sarà banale, ma per me no: voglio vivere il mio corpo con libertà perché desidero vivere con libertà. (e intendo: prendermene cura, potenziarlo, valorizzarlo, farci qualcosa di buono, mostrarlo, amarlo)”.
Poi è arrivata anche una riflessione più ampia sull’impatto dei giudizi e sulla volontà di vivere la spiritualità in maniera più genuina e consapevole: “Il problema è mio, che non sono ancora veramente libero dai giudizi altrui. Voglio essere libero di vivere una spiritualità autentica, di pensare e parlare di Dio come meglio credo. Voglio essere parte della Chiesa come un figlio libero. Se non c’è libertà, non c’è spirito, non c’è Dio, non c’è uomo“.








