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Addio a Emma Bonino, aveva 78 anni

Fabiano Minacci 11/09/2026

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Si è spenta oggi a 78 anni la storica leader politica Emma Bonino.

Lo scorso dicembre è stata portata d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale Santo Spirito di Roma in codice rosso e subito è stata trasferita nel reparto di terapia intensiva a causa di una insufficienza respiratoria. Emma Bonino, nel 2015, ha iniziato a combattere contro un microcitoma polmonare (una forma molto aggressiva di cancro ai polmoni) che era riuscita a sconfiggere solo due anni fa, dopo otto anni di cure. Purtroppo però da quel male non si è mai ripresa del tutto.

Nonostante sia venuta meno per morte naturale, Emma Bonino nel corso della propria carriera politica si è sempre battuta a favore di una legge sul fine vita, sull’eutanasia legale e sul diritto di scelta individuale in caso di malattia grave o terminale. Alla stampa aveva detto: “Non ho paura della morte, ma temo il dolore. Gli italiani non si meritano l’umiliazione di dover andare in Svizzera per morire in dignità“. E in merito al fine vita, disse: “Se mi ritrovo a vivere come una zucchina, per favore lasciatemi andare“.

La leader ovviamente non si è battuta solo per una legge sul fine vita, ma anche per la liberalizzazione delle droghe leggere, per l’aborto e ovviamente per il matrimonio egualitario. Il suo partito, vi ricordo, era +Europa, ma in passato ha bazzicato pure il Partito Radicale e il Partito Democratico e con loro è stata eletta senatrice, divenendo vicepresidente del Senato.

Il ricordo di +Europa

“Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai” – hanno scritto su Instagram quelli di +Europa, il suo partito – “Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna”.

E ancora: “Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per: per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa.

È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore“.

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Emma Bonino, quando ricordò Papa Francesco

Famosissima è la foto che ha pubblicato su Instagram dopo la morte di Papa Francesco.

Ho accolto con profonda commozione la notizia della morte di Papa Francesco e con un enorme senso di vuoto. La tristezza è mitigata dal fatto che Papa Francesco, anche se duramente provato dalla malattia, fino all’ultimo ha voluto e saputo esercitare in pienezza la sua funzione, senza risparmiarsi, e con gioia. Rimarrà per me e per tanti come me la sua instancabile azione di difesa della vita e dei diritti dei tanti dimenticati o ignorati o discriminati dagli uomini, come i detenuti e i migranti. Su questo in particolare, oltre che sui temi francescani dell’ambiente, anche per noi politici laici la sua predicazione è stata un imprescindibile punto di riferimento e di incontro. Porterò per sempre nel cuore con profonda riconoscenza l’emozione del nostro ultimo incontro, quando sorprendendomi venne a visitarmi in un momento particolarmente faticoso della mia malattia, infondendomi coraggio e speranza“.

 

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