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Anna Paquin dopo la morte di Hayden Panettiere: “Troppe ex star bambine morte, non è una coincidenza”

Anthony Festa 24/08/2026

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Nell’ultimo anno e mezzo sono diverse le giovani star di Hollywood che ci hanno lasciato, da Michelle Trachtenberg di Gossip Girl e Buffy, a Daveigh Chase di The Ring, fino a Kaylee Hottle di Godzilla e Hayden Panettiere, morta lo scorso 16 agosto. Molti personaggi noti hanno commemorato queste artiste, ma lo scorso weekend Anna Paquin ha ricordato le colleghe facendo una riflessione importante sul lato oscuro della fama in giovane età e le conseguenze spesso negative di crescere sotto i riflettori negli Stati Uniti.

Anna Paquin tende una mano alle ragazze in difficoltà

Secondo Anna Paquin non è un caso che così tante ragazze che fin da piccole hanno lavorato e vissuto nel mondo dello spettacolo abbiano poi avuto vite complicate e alcune di loro siano scomparse troppo presto. L’attrice ha denunciato l’incapacità dell’industria del cinema e della tv di tutelare le bambine e ha sottolineato la scarsa protezione per le giovani interpreti: “Non è una coincidenza che così tante ex “star” bambine, in particolare quelle femminili pre-sessualizzate, abbiano vite profondamente tristi e fini premature. Non eravamo protette dai “sistemi” che sulla carta sembrano ottimi, non ci hanno protette come dovevano. Riposate in pace Hayden, Michelle, Daveigh e molte altre, troppe“.

La protagonista di True Blood ha iniziato a lavorare come attrice a 10 anni e a 11 ha vinto l’Oscar per il suo ruolo nel film Lezioni di Piano e quindi conosce bene cosa accade quando si entra nello star system in tenera età. La quarantaquattrenne non si è limitata a puntare il dito contro un sistema che ha delle falle evidenti, ma ha teso la mano alle colleghe che hanno bisogno di aiuto, supporto, o anche solo di parlare e condividere esperienze: “È uno strano piccolo club a cui apparteniamo e voi meritate supporto, indipendentemente da come l’industria vi ha fatto sentire. Scrivetemi pure in privato. Vi credo e starò al vostro fianco. Non siete sole. Diamoci la mano a vicenda. La vicinanza rende la denuncia pubblica meno terrificante“.

Sono arrivati migliaia di like e commenti sotto al post di Anna Paquin e alcuni anche di famosissime attrici che hanno debuttato quando erano solo delle bambine. Alyssa Milano di Streghe, che ha esordito al cinema a 11 anni, ha lasciato un cuore rosso, mentre Mara Wilson di Matilda Sei Mitica ha scritto: “Grazie mille per le cose che hai detto”.

Le precisazioni di Anna Paquin

Dopo le sue considerazioni sui disagi e le sofferenze per le ex star bambine, Anna Paquin ha voluto fare una precisazione e, rispondendo ad alcuni commenti ha detto che con il suo post non intendeva dire che al di fuori di Hollywood non ci siano ragazzine in difficoltà: “Sto parlando molto specificamente dell’esperienza di una persona che, da bambina, si ritrova prematuramente sul set a essere considerata un “oggetto sessuale”. Non sto dicendo che non vengano arrecati danni anche al di fuori del mondo dello spettacolo. Ma quello è un discorso più ampio, da affrontare in un altro momento e in un altro post“.

Dopo aver discusso degli ambienti problematici nel mondo dello spettacolo, in cui le ragazzine non sono protette, la star di The Irishman ha dichiarato che in particolare negli ultimi anni ha avuto il piacere di lavorare in set dove i più piccoli sono tutelati sotto tutti i punti di vista, a maggior ragione se la serie o il film tratta temi forti: “Un’altra cosa, da adulta ho avuto il piacere di lavorare a produzioni in cui il benessere e la salute mentale dei giovani interpreti venivano gestiti con incredibile attenzione. Specialmente quando si trattava di materiale intenso. È possibile prendersi cura dei bambini sul set in modo olistico e raccontare storie complesse e a volte sconvolgenti. Deve semplicemente essere la priorità assoluta della produzione“.

Che a Hollywood ci siano dei problemi (soprattutto per gli artisti che hanno cominciato a lavorare da bambini) è evidente e non serve citare le artiste scomparse, basta pensare anche alle vite segnate di dive come Britney Spears, Amanda Bynes, Lindsay Lohan o Demi Lovato.

Una testimonianza tutta italiana

I problemi legati alla fama che arriva troppo presto non coinvolgono solo le star americane e di recente l’ha detto anche Asia Argento. La figlia del re dell’horror made in Italy nei giorni scorsi è stata ospite alla 79esima edizione del Locarno Film Festival e ha espresso gratitudine per essere sopravvissuta a problematiche che invece hanno reso difficile la vita a molte colleghe e in tanti casi le hanno portate alla morte.

Asia ha ricordato il suo esordio sui set quando era solo una bambina a 11 anni e ha recitato in Demoni 2… L’Incubo Ritorna di Lamberto Bava e Zoo di Cristina Comencini: “Sono arrivata nel mondo del cinema da bambina, in quei momenti non era un gioco. Non era affatto un gioco lavorare, era faticoso. Io mi ricordo che sul film di Cristina Comencini, avevo 11 anni, io ho iniziato a soffrire di insonnia. Di notte non dormivo perché avevo tante responsabilità, ma ero una bambina e questo senso enorme di responsabilità me lo sono portato tutta la carriera anche oggi, però mi ha salvata un po’. Dico che mi sono salvata, perché pensa a quanti bambini prodigio non ce la fanno. Io sono riuscita a saltare la famosa età del ciuco. È quasi un miracolo, perché tu vedi tutti i bambini prodigio che impazziscono, si drogano e molto pochi sopravvivono a questa illusione, perché alla fine è una grande illusione quella di essere amati, perché uno ricerca questo, io ho ricercato questo, questo amore del pubblico, questa cosa che mi riempiva tutti i vuoti“.

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