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Avvocati di De Martino sul video rubato: “Nominativi individuati, partono azioni risarcitorie”

Anthony Festa 09/05/2026

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Nei giorni successivi alla pubblicazione del video privato del loro assistito, gli avvocati di De Martino hanno cercato di fermare la diffusione di questo materiale in ogni modo, in primis con il supporto della Polizia postale, che è riuscita a far chiudere un noto sito di cam che ospitava ancora le immagini. Il vero problema è che anche dopo l’oscuramento di questa piattaforma, la clip di Stefano e di Caroline Tronelli è stata salvata da molti utenti, che hanno iniziato a farla circolare in gruppi e sulle app di messaggistica. I legali delle due vittime, già lo scorso agosto hanno chiarito che chiunque avesse inviato o anche solo conservato il video, sarebbe potuto incorrere in gravi reati: “Stiamo cercando di impedire che si crei un mercato illecito e pericoloso. Ora la Polizia dovrà verificare la sussistenza del reato di diffusione illecita di immagini o video privati espliciti”.

Adesso il civilista Angelo Pisani e il penalista Sergio Pisani hanno confermato all’Ansa che oltre a un indagato per la registrazione e la pubblicazione del filmato, ci sono anche molte altre persone identificate dalla Polizia postale, accusate della diffusione di materiale sensibile. Si parla di migliaia di utenti (pare più di 3.000) che ora sono a rischio denuncia: “Tutti i nominativi individuati saranno destinatari di azioni civili risarcitorie, con richieste economiche particolarmente rilevanti per ogni singola condotta illecita, anche al fine di ottenere la cessazione definitiva della circolazione del materiale“.

L’eventuale risarcimento che Stefano otterrà in futuro pare che sarà devoluto nella sua totalità in beneficenza, in particolare ad associazioni che si occupano della lotta contro i reati informatici (come quello di cui è stato vittima il conduttore di Affari Tuoi).

Nuove dichiarazioni degli avvocati di De Martino: “Il web non può essere una zona franca”.

Nel corso dei mesi scorsi, gli avvocati di De Martino hanno più volte spiegato che ricevere e inviare video rubati costituisce un reato e l’hanno ribadito anche adesso che la Polizia ha individuato migliaia di persone che hanno condiviso la clip del presentatore napoletano e della sua ex: “Anche il semplice inoltro di materiale intimo diffuso senza consenso costituisce una gravissima violazione della legge e della dignità delle persone coinvolte. Internet non può essere considerato una zona franca: ogni diffusione lascia tracce e comporta precise responsabilità civili e penali“.

Se la bonifica del web è difficile (secondo il settimanale Oggi, ci sono ancora tracce del filmato in rete) è anche a causa della massiccia circolazione che c’è stata sulle app di messaggistica come WhatsApp e Telegram. Link al video sono apparsi anche in vari gruppi Telegram con migliaia di utenti e anche su siti a pagamento. La società specializzata in cybersicurezza, Yarix, ha fatto sapere che la clip di Stefano e Caroline fino a poco tempo fa era presente (insieme a quelle di moltissime altre persone sconosciute) su piattaforme che vendevano queste immagini per cifre comprese tra i 20 e i 575 dollari. Non esageravano quindi i legali di Stefano quando parlavano di un possibile “mercato illecito e pericoloso”.

A rischiare però non sono solo coloro che hanno scaricato e inviato il filmato, ma anche tutti quelli che ne hanno usato parti (anche solo uno screenshot) per fare meme o chi ha offeso e preso in giro il conduttore e i suoi familiari, facendo riferimento a quel materiale.

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