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Fastweb+Vodafone contro Iliad per lo spot con Megan Gale

Fabiano Minacci 08/05/2026

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La società di telefonia Fastweb+Vodafone (sì, ora le due aziende si sono convertite in una unica) ha diffidato Iliad cercando di impedirle di proseguire con la campagna pubblicitaria che vede protagonista Megan Gale, storico volto degli spot Omnitel (e quindi successivamente di Vodafone) nei primi anni Duemila.

In una lettera inviata a Iliad, e condivisa sui social dallo stesso amministratore delegato della compagnia Fastweb+Vodafone, Benedetto Levi, si legge:

Egregi Signoni, vi scriviamo in relazione alla Vostra campagna pubblicitaria presente su numerosi media, compresi i vostri canali social, che ha come protagonista Megan Gale, storico volto della pubblicità Omnitel e successivamente Vodafone fra il 1999 e il 2008“, una premessa che ha fin da subito messo le cose in chiaro: il problema sarebbe proprio Megan Gale. “Tale campagna è volutamente e dichiaratamente incentrata sul valore evocativo del personaggio, molto forte presso il target di riferimento: Megan Gale mentre cammina per le vie di Milano viene riconosciuta dalla gente come protagonista di un’altra pubblicità (“Megan, cosa ci fai in questo spot?”, le chiede un passante; “Ho deciso di cambiare”, risponde lei), che inaspettatamente entra in un negozio Iliad (“Megan, anche tu qui!” esclama l’addetto) e sceglie Iliad, “perché è per sempre, quindi…”. I commenti della gente non si fermano: “Ma hai visto chi è passata?” chiede un uomo alla donna che è con lui; “Eh sì, è passata in Iliad anche lei”, risponde la donna“.

Fastweb+Vodafone contro Iliad: “Lo spot si pone in contrasto con numerose norme”

Fastweb+Vodafone ha trovato dei riferimenti a loro anche nella scelta del colore del vestito che hanno usato per vestire Megan Gale, che è un total red.

Peraltro, Megan Gale è vestita di rosso, il colore che identifica Vodafone sin dal suo uso nel mercato italiano a partire dal 2003. La campagna in questione si pone con ogni evidenza in contrasto con numerose norme del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale e del codice civile. Essa realizza infatti un indebito e ingiustificato agganciamento alla notorietà e all’immagine aziendale Vodafone, oggi Fastweb S.p.A., con effetti denigratori nei confronti del marchio Vodafone, di cui la stessa Fastweb è licenziataria, abbandonato persino dalla sua storica testimonial, ed effettua una comparazione meramente suggestiva fra Vodafone e Iliad a tutto vantaggio di quest’ultima“.

Dopo aver elencato i vari articoli che secondo Iliad avrebbe infranto, Fastweb+Vodafone ha aggiunto: “L’uso strumentale che viene fatto dello storico testimonial Vodafone contrasta inoltre con obbligo di correttezza codificato nell’art. 1 c.a. Per le stesse ragioni, la pubblicità in questione costituisce un atto di concorrenza sleale nei confronti della nostra società. In relazione a quanto precede, Vi intimiamo con la presente di provvedere all’immediata cessazione della diffusione della campagna in questione, su qualsiasi mezzo. Restiamo in attesa di una Vostra conferma entro e non oltre 24 ore dal ricevimento della presente, riservandoci in caso contrario di agire nei Vostri confronti nelle sedi competenti. Fastweb S.p.A“.

Come già scritto nell’incipit, questa lettera è stata pubblicata su X da Benedetto Levi che ironicamente ha poi aggiunto: “Tutto cambia. Tutti possono cambiare. Ma non a tutti il cambiamento piace. E a voi?“. Insomma, nel bene o nel male purché se ne parli e Iliad con questa campagna marketing ha decisamente saputo far parlare.

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