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Michelle Comi: denuncia del Codacons ed esposto alla Guardia di Finanza

Anthony Festa 05/05/2026

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Negli ultimi anni Michelle Comi è diventata celebre online per le sue dichiarazioni controverse sui meridionali, sulle persone nere, ma anche per alcune trovate, come la raccolta fondi per un suo intervento estetico. Fino ad oggi l’influencer aveva scatenato solo tanta indignazione social, ora però Michelle Comi si è beccata una denuncia del Codacons. Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori in un recente comunicato stampa ha confermato l’azione legale: “Abbiamo presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Milano“.

Tutto è cominciato quando la giovane ha annunciato di aver adottato un bambino africano: “Vi presento mio figlio, si chiama Momo, ha sei anni e viene dal Senegal. Lui è mio figlio perché l’ho adottato a distanza. Io sono la sua mamma a distanza. Ho deciso di regalare a Momo un’experience da bambino ricco, non semplicemente gli alimenti e la scuola. Non voglio che continui a vivere nella povertà“.

Le Iene volevano vederci chiaro e quindi hanno invitato la 29enne per un’intervista, durante la quale però è accaduto un colpo di scena. Un membro dell’entourage di Michelle ha rivelato di aver vandalizzato l’auto della ragazza, inscenando una vendetta dei meridionali dopo alcune affermazioni denigratorie della Comi nei confronti del sud Italia. La cosa più grave è che la content creator era a conoscenza di tutto: “Lo sapevo, ma non ero d’accordo“.

La iena Gaston Zama ha notato delle opacità anche sull’adozione a distanza e ha scoperto che in realtà non c’era nessuna associazione a fare da garante o intermediario. Michelle avrebbe inviato al piccolo Momo solo 200/300 euro, oltre ad alcuni prodotti firmati, usati per creare contenuti sui social. L’influencer, con una diffida, ha tentato di bloccare la messa in onda del servizio, ma non c’è riuscita.

Michelle Comi, la denuncia del Codacons

Michelle Comi ha ricevuto una denuncia dal Codacons, dopo i servizi de Le Iene sull’atto vandalico e sui retroscena dell’adozione a distanza. Per l’associazione, la condotta della ragazza sarebbe meritevole di approfondimento sotto il profilo giuridico.

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori ha chiesto alle autorità di indagare: “Chiediamo di verificare se tali condotte possano integrare gli estremi di reato, con particolare riferimento all’ipotesi di truffa, alla luce di una possibile costruzione artificiosa di contenuti finalizzata a generare visibilità e vantaggi economici nel contesto dei social network“.

Ma non è finita qui per Michelle Comi, che oltre alla denuncia del Codacons, dovrà anche avere a che fare con un esposto fatto alla Guardia di Finanza.

Nel comunicato dell’associazione che ha come Presidente l’avvocato Carlo Rienzi, si legge: “Abbiamo presentato esposto alla Guardia di Finanza, affinché vengano svolti accertamenti di natura economico-finanziaria sulla società riconducibile all’influencer, nonché sui flussi di denaro connessi all’attività svolta online. Particolare attenzione viene posta anche all’eventuale prospettazione di iniziative di natura benefica o solidaristica, che – ove non corrispondenti al vero – potrebbero integrare una grave forma di inganno nei confronti del pubblico“.

Al momento Michelle Comi non ha commentato la denuncia del Codacons, chi invece ha parlato è l’avvocato Vincenzo Rienzi, figlio di Carlo Rienzi (Presidente del Codacons): “La nostra non è un’accusa nei confronti di nessuno, ma è la doverosa richiesta che si facciano verifiche nei confronti di alcune condotte. Per questa ragione peraltro abbiamo anche chiesto alla Guardia di Finanza in modo specifico di fare una indagine sulla società unipersonale facente capo all’influencer“.

 

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Le repliche dopo il primo servizio de Le Iene.

Pochi giorni dopo il primo servizio de Le Iene, Michelle Comi è stata ospite di Giuseppe Cruciani a La Zanzara e ha cercato di difendersi dalle accuse: “Io non ho inteso che fosse un’adozione vera e propria. Non ho mai parlato di associazioni. Dicono che ho dato 200 euro, ma in realtà sono stati dati più soldi. Quanti? Non sono qui a dire queste cose. Io sui social ho detto che lo avrei fatto vivere da ricco. Questo bambino sta meglio di te e tante altre persone messe insieme. Gli sono arrivati i soldi, il cibo e i miei regali di lusso“.

La iena Gaston Zama ha inviato un uomo nel villaggio di Momo in Senegal, che ha scoperto alcuni particolari inaspettati. Dei regali esclusivi non c’è traccia, il padre di Momo ha detto che lo zaino e il cappellino di Louis Vuitton sono stati portati nel villaggio per far fare dei video al piccolo, ma che poi sarebbero stati riportati in Italia dall’amico di Michelle che si era recato in Senegal per portare i soldi.

Tra diffide, servizi de Le Iene, l’intervento del Codacons, la denuncia e l’esposto alla Guardia di Finanza, questa vicenda è ancora apertissima.

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