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Levante su Delia: “Polemica giustificata, la parola partigiano non si tocca”
Fabiano Minacci 06/05/2026

La scorsa settimana Delia è stata sommersa dalle critiche per aver cambiato il testo della canzone Bella Ciao al Concertone del Primo Maggio optando per cantare “essere umano” al posto di “partigiano”. Una scelta artistica fatta a suo dire per abbracciare più persone. “Ho voluto allargare questo messaggio al mondo“, le sue parole a caldo, ma nonostante questo la polemica non si è placata, anzi. E così giorni dopo la cantante è tornata sui social per spiegare bene la sua posizione: “Il partigiano era un rivoluzionario che ha preso le armi e si è ribellato. Essere umano era per i civili che vengono ammazzati dalle bombe mentre stanno cenando a casa o mentre stanno dormendo con i propri figli“, ma anche queste parole hanno creato ancor più confusione. Levante, che con Delia (e Serena Brancale) ha inciso la hit estiva, Al Mio Paese, intervistata dall’agenzia di stampa Dire non ha potuto far altro che dire la sua. “La polemica è giustificata, nel senso che il brano, quel brano, non va toccato. Qualcuno ha parlato di iconoclastia. Credo che in qualche modo si possa essere d’accordo. Sono certa che Delia lo abbia fatto con ingenuità e quindi sia stato un errore in buona fede, diciamo così. Però il Partigiano è il Partigiano. E non si tocca. Credo che comunque il messaggio le sia arrivato”.
Levante ha poi aggiunto: “Quello che non amo è la gogna mediatica. Bisogna un po’ placare questi animi guerriglieri, perché tra l’altro siamo in un clima storico bellico terribile e non dobbiamo essere di certo noi ad alimentare questa sorta di odio. È bastato dirlo due, tre volte. Ripeterlo in continuazione può causare anche emotivamente uno stress che non si merita. Per quanto mi riguarda la parola Partigiano rimane Partigiano e assolutamente non si cambia con niente, perché il Partigiano è uno e va difeso”.
Levante su Delia: il pensiero anche di Nino D’Angelo e Shade
Delia dal canto suo sui social ha parlato di periodo delicato e probabilmente non sa che Levante non è stata l’unica collega ad essersi esposta sulla vicenda. Lo ha fatto anche Nino D’Angelo intervistato da La Stampa: “Delia ha tolto la parola più bella, quella che dà senso a Bella Ciao: le canzoni non si riscrivono” e anche Shade, con un dissing su Instagram.
“Questo non è un dissing, è una lezione di storia, come a scuola quando suonava l’ora, non è mai divisivo pronunciare quella parola, a meno che tu non sia un fascio o una con poca memoria. Sai che a dire essere umano si fa presto, in un mondo dove pure l’ossessore si fa oppresso. Se dico partigiano, parlo chiaro, anche per questo, perché non c’è niente di umano in un bravo sionista, sii onesto. Lo so che eri in buona fede e che sbagliare in fondo è umano, come l’essere citato da te qualche giorno fa. Ma cantare al Primo Maggio Bella Ciao levando il suo significato più profondo è una cosa che non si fa. Sono riusciti a cantarla senza nemmeno sbagliarla, anche a La Casa Di Carta, ti dico la verità. Se ritorni al tuo paese quando iniziano le ferie, è pure grazie al partigiano morto per la libertà“.
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