LGBT
Attentato al Pride di Berlino, parlano i testimoni: “La folla in fuga, le urla e il caos dei primi momenti”
Anthony Festa 27/07/2026

Un pomeriggio di festa si è trasformato in una terribile tragedia, l’attentato al Pride di Berlino ha dimostrato quanto ancora la comunità LGBTQ sia ben lontana dall’aver conquistato i diritti più basilari, anche semplicemente quello di esistere. Mentre per le strade della capitale tedesca stavano sfilando centinaia di migliaia di persone, un furgone ha sfrecciato a tutta velocità contro la folla, nei pressi del parco Tiergarten, causando una vittima e ben 29 feriti (alcuni dei quali molto gravi). Dopo ore di ricerche gli agenti di polizia tedeschi hanno identificato e fermato l’attentatore, il ventunenne Abdul Ballout, che si è scagliato contro di loro con un’arma da taglio, costringendo i poliziotti a reagire aprendo il fuoco. L’uomo pare fosse un sostenitore dell’ISIS e anche un fanatico jihadista.
Intanto molte delle persone che erano presenti durante l’attentato al Pride di Berlino hanno deciso di parlare con la stampa e hanno raccontato i momenti successivi al folle gesto del fondamentalista islamico.
Un testimone oculare in un’intervista concessa all’agenzia di stampa francese AFP ha detto di aver visto il furgone guidato da Abdul Ballout: “Un veicolo ha svoltato a gran velocità da Lennéstraße verso il parco Tiergarten. Facendo questo, ha travolto e investito diverse persone“. Un altro uomo ha dichiarato: “Ho sentito un suono sordo, poi delle urla, ma non ho capito subito, c’era molta gente, la musica alta. Poi è arrivata la polizia con le armi spianate“.
C’è anche chi ha ammesso di non essere rimasto sorpreso da quanto avvenuto, perché l’odio e l’escalation di intolleranza gli avevano fatto temere il peggio: “È stato terribile. Non so perché, ma le circostanze e gli sviluppi degli ultimi anni mi hanno fatto temere ripetutamente che prima o poi mi sarei ritrovato, una sera sotto la pioggia, a parlare esattamente di ciò di cui stiamo parlando in questo momento”.
La testimonianza di Erik Muller
Tra i tanti giovani che sono stati intervistati da quotidiani e tv di tutto il mondo, c’è anche Erik Muller. Il direttore di produzione dell’organizzazione tedesca per l’educazione e l’inclusione LGBTQ, Queerformat, ai microfoni di Sky News ha specificato di non essere stato presente nell’esatto luogo in cui il furgone guidato dall’estremista islamico si è fiondato sulla folla. All’inizio non ha nemmeno capito cosa fosse accaduto esattamente: “Quando ci siamo diretti verso il palco principale, abbiamo visto una grande folla di persone venirci incontro. All’inizio non sapevamo cosa fosse successo. Pensavamo che il palco principale fosse stato chiuso per qualche problema tecnico. Poi abbiamo visto tantissime persone tristi, molte in lacrime, e abbiamo iniziato a registrare un video in diretta con la nostra telecamera“.
Il production manager di Queerformat ha visto una moltitudine di persone in lacrime fuggire e tra la folla ha sentito varie versioni di ciò che era successo, alcuni parlavano di due veicoli e altri di una persona armata: “Abbiamo visto la folla fuggire, persone che piangevano e scappavano. Sono rimasto scioccato. Sentivamo circolare ogni genere di voce: che c’erano due auto coinvolte, che un uomo aveva un coltello. Arrivavano continuamente informazioni diverse e non sapevamo distinguere cosa fosse vero e cosa fosse falso. È stato un momento davvero surreale e caotico, durato forse una o due ore. Non sapevamo esattamente cosa stesse accadendo, ma volevamo essere d’aiuto. Così siamo rimasti lì a girare video e a raccogliere testimonianze per aiutare la polizia e i media a fare chiarezza sull’accaduto. La serata di ieri è stata nera e terribile per l’intera comunità, in Germania, in Europa e nel resto del mondo. Ma credo che rimarremo uniti e forti, anzi, più forti di prima“.
Parlano i testimoni dell’attentato al Pride di Berlino: “Alcuni amici coinvolti hanno ricevuto assistenza”
Un giovane di Magdeburgo (dove nel 2024 un’auto guidata dal saudita Taleb Jawad al-Abdulmohsen si è schiantata contro la folla al mercatino di Natale causando sei morti e decine di feriti) dopo l’attentato nella sua città, ha rivissuto lo stesso orrore al Pride di Berlino. Il ragazzo durante la testimonianza concessa a varie tv ha rivelato che alcuni suoi amici hanno dovuto ricevere assistenza: “È una giornata, credo, segnata da sgomento e shock per la comunità queer. Io vengo da Magdeburgo: due anni fa avevo uno stand al mercatino di Natale dove all’epoca sfrecciò quel veicolo. Questa è una situazione del tutto diversa, ci sono molti amici coinvolti che hanno dovuto ricevere assistenza. Per fortuna stanno tutti bene, ma è spaventoso e al momento non riesco nemmeno a valutare bene la situazione. Credo che solo il futuro mostrerà come riusciremo ad affrontarlo, ma è uno dei giorni più difficili per la comunità queer e un giorno che personalmente ho sempre sperato di non dover mai vivere“.
Un altro testimone si è detto sconvolto per questa tragedia e poi ha puntato il dito anche contro il tesissimo clima politico di questo periodo, che non farebbe altro che dividere le persone: “È naturalmente una giornata molto, molto triste quella che si è consumata qui. È stata una manifestazione bellissima, un evento fantastico, con tanti ottimi artisti che hanno reso questa giornata allegra e completa, esattamente ciò che rappresenta la comunità queer. È davvero un grande peccato che si sia arrivati a questo evento così tragico, e questo dimostra ancora di più che l’odio e l’istigazione, anche in prospettiva politica, non portano a nulla e non fanno altro che dividere ulteriormente la società e condurre a gesti simili“.
Più che al clima di polarizzazione e incitamento all’odio di cui è intrisa la politica in questi anni, dobbiamo ammettere che l’attentato al Pride di Berlino ha una matrice ben diversa e molto chiara, ideologica, che affonda le sue radici in ambienti dell’estremismo islamico, in cui da sempre si covano disprezzo e repulsione (anche) per le persone LGBTQ.

