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Roberto Guerrino ucciso da un ragazzo di 19 anni: “Non mi sentivo a mio agio e l’ho colpito”
Fabiano Minacci 25/06/2026

Si è conclusa con una confessione il caso di Roberto Guerrino, l’interprete di 60 anni ucciso nel suo appartamento a Milano in seguito a quello che è fin da subito sembrato un incontro intimo finito in tragedia. A confessare l’omicidio è stato Jawhar Kadir, un ragazzo di 19 anni nato a Treviglio, in provincia di Bergamo, ma di cittadinanza marocchina.
Kadir è stato fermato la sera del 22 giugno dai Carabinieri bloccandolo alla stazione di Melzo mentre con delle valigie si dirigeva verso la casa della fidanzata. Poco prima, come hanno scoperto, aveva tentato di tornare in Marocco via mare, non riuscendoci.
L’omicidio dell’interprete Roberto Guerrino dieci giorni fa a Milano. Fermato un diciannovenne di origine marocchina. Il giovane ha confessato il delitto. #Tg3 pic.twitter.com/gGgOCR26yx
— Tg3 (@Tg3web) June 25, 2026
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia e ripreso da ANSA, Roberto Guerrino avrebbe trovato Jawhar Kadir sul portale BakecaIncontri e concordato con lui un rapporto a pagamento. Una volta arrivato nell’appartamento, però, qualcosa sarebbe andato storto e il 19 enne lo avrebbe colpito a morte. “Questo signore aveva i soldi, io volevo andare lì e farmi pagare in cambio di un rapporto. Una volta dentro non mi sentivo a mio agio e una volta colpito ho preso i soldi e gli oggetti“, ha detto.
A incastrarlo sarebbero stati un’impronta lasciata su un mobile dell’appartamento e le immagini delle telecamere di sorveglianza, che lo avrebbero ripreso mentre percorreva quella strada insieme a un connazionale di 17 anni. Quest’ultimo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non sarebbe mai entrato nell’abitazione, ma sarebbe stato ipoteticamente a conoscenza di quanto accaduto, per questo è attualmente indagato dalla Procura della Repubblica per i Minorenni e resta in stato di libertà. Come riportato dall’ANSA, gli investigatori ritengono che fosse quantomeno consapevole di ciò che sarebbe successo.
Jawahar Kadir ha ucciso Roberto Guerrino: “Mi sono bloccato e l’ho colpito”
Secondo le prime ricostruzioni, l’intenzione iniziale di Jawhar Kadir sarebbe stata quella di compiere una rapina. Il diciannovenne, infatti, non si sarebbe mai prostituto prima e pare che, durante l’incontro, avrebbe deciso di interrompere tutto a causa o delle modalità del rapporto richiesto o di una discussione sul compenso. “Mi sono bloccato” ha dichiarato, aggiungendo di essere stato poi sopraffatto dalla rabbia: “Poi ho cominciato a pestarlo“. L’aggressione, avvenuta con pugni e calci, avrebbe provocato alla vittima gravi fratture al volto, mentre il colpo mortale glielo avrebbe dato con la statuetta di Buddha.
Nel corso dell’udienza davanti al gip Sonia Mancini, il diciannovenne ha ammesso le proprie responsabilità, così il giudice ha convalidato il suo arresto. È un lottatore dilettante di MMA, ha precedenti per rapina, maltrattamenti e lesioni personali e il 4 giugno scorso è stato denunciato per aver picchiato un ragazzo a Melzo.
Dopo l’omicidio di Roberto Guerrino, Jawhar Kadir ha preso tutti i suoi dispositivi elettronici, fra cui due telefonini, un MacBook, un tablet e un iPad (quest’ultimo ritrovato dalla fidanzata, estranea ai fatti, a cui l’aveva regalato), ed è scappato con il diciassettenne che lo attendeva fuori dal palazzo. Prima di fuggire, però, il 19enne ha spento tutti i dispositivi elettronici che ha preso e questo ha fornito ai militari un orario certo da cui guardare le telecamere di sorveglianza (le 20.30 del 12 giugno).
Jawhar Kadir: “Mi sono sentito usato e l’ho attaccato, non pensavo fosse morto”
Secondo quanto riportato da La Gazzetta Del Mezzogiorno, il ragazzo di origine marocchina avrebbe confessato che quando aveva lasciato l’appartamento non pensava che Roberto Guerrino fosse morto perché “respirava ancora”.
“Ammetto il fatto, ma non è stato volontario. (…) L’ho colpito una volta con la statuetta, ma non volevo ucciderlo. Me ne pento ogni giorno. Mi servivano i soldi. Sono andato in via Oxilia per avere un rapporto a pagamento”. Ma una volta entrato nell’appartamento: “Non mi sentivo a mio agio“. Secondo la sua versione sarebbe stato proprio lui a rispondere a un annuncio di Roberto Guerrino su indicazione di un suo amico. “Gli ho scritto ‘ciao, sei disponibile?’ e mi ha detto di raggiungerlo. Un mio amico sapeva che avevo bisogno di soldi e mi ha detto che c’era questo ricco signore, mi ha detto di andare e che poi mi avrebbe ricompensato, non mi ha detto quanto. Sono andato al buio“. I due, infatti, pare che non abbiano mai parlato di soldi né in chat, né al telefono.
Arrivato lì, però, le cose sarebbero cambiate. “Mi sono bloccato, non mi sentivo a mio agio. In quel momento mi sono sentito usato, non so come dire. La mia reazione è stata quella di attaccarlo”. E ancora: “Ero preso dal panico, non pensavo fosse morto. L’ho saputo dopo il weekend, l’ho visto dal notiziario e ho capito subito che era lui“.








