LGBT

Cristobal Pesce, il dj queer parla del suo orientamento, del suo corpo e si scaglia contro l’odio omofobo

Anthony Festa 10/07/2026

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In questi giorni Cristobal Pesce è diventato popolare sui social come il dj queer che è apparso in diversi video diventati virali online, ma in realtà la sua fama è nata quasi dieci anni fa. Dopo la storia avuta con il famoso attore e youtuber colombiano Juan Pablo Jaramillo, il dj e produttore tra il 2021 e il 2022 si è fatto conoscere tra gli amanti della musica elettronica, pubblicando decine di tracce, ma parallelamente all’attività musicale il ragazzo ha sempre continuato a fare attivismo e a supportare la comunità LGBTQ di cui fa parte.

Di recente il principino dell’Hard Techno e della Psy-trance ha risposto a chi l’ha accusato di mostrare il corpo per farsi desiderare e come strategia di promozione sul web: “Non mi tolgo la maglietta perché voglio farmi oggettificare“. Altri invece hanno fatto allusioni al fatto che il giovane potesse usare il suo orientamento come leva per ottenere visibilità e lui ha risposto anche a queste malelingue: “Non vivo il mio orientamento per ottenere l’approvazione di qualcuno. Fa semplicemente parte di ciò che sono, non è una strategia di marketing. E non ho bisogno che mi vengano appiccicate etichette“.

I fatti danno ragione al ventisettenne, visto che nelle interviste che ha rilasciato in questi anni si è sempre e solo limitato a parlare del suo lavoro, della musica e del suo futuro in ambito professionale, senza mai accennare alla sua vita privata. Sui social invece Cristobal Pesce ha discusso spesso della comunità queer, dell’omofobia che ancora oggi limita le loro vite e dell’importanza di lottare contro ogni forma di discriminazione: “Sono qui a rappresentare coloro che spesso non vengono ascoltati, a dare voce alle minoranze, a coloro che lottano in silenzio. Perché l’arte non serve solo a divertire, ma a ricordare che l’umanità vale più di qualsiasi cifra“.

Cristobal Pesce, lo sfogo del dj queer dopo il Pride.

Lo scorso weekend Cristobal ha suonato al Pride di Madrid a Plaza de la Puerta del Sol durante l’evento Madonna Rave e nei giorni successivi al suo dj set ha spiegato su Instagram come mai i Pride sono così importanti: “C’è qualcosa di ancora più pericoloso dell’odio: abituarsi a esso. Abituarsi all’idea che l’insulto sia normale, che l’umiliazione sia divertente. Il Pride è nato perché c’erano vite che il mondo considerava sacrificabili. Persone che venivano picchiate, messe a tacere e maltrattate semplicemente per ciò che erano. Persone che non hanno mai conosciuto quella libertà che oggi molti di noi danno per scontata. Per questo, se sostengo il Pride, non è per dimostrare qualcosa a qualcuno. È perché credo profondamente in ciò che rappresenta. Perché continuerò a stare al fianco delle minoranze, delle persone transgender, di chi ancora oggi vive nella paura e di chi sta ancora lottando per poter esistere senza dover chiedere il permesso“.

Cristobal Pesce è conosciuto per essere un attivista queer, ma qualcuno l’ha accusato di non fare abbastanza e nel suo recente sfogo su Instagram ha sottolineato come molte delle cose che fa per la comunità non sono documentate, perché non cerca hype o consensi: “Sembra che tutto debba essere mostrato pubblicamente per essere considerato autentico. La cura degli altri non finisce necessariamente davanti a una telecamera. I gesti più importanti spesso avvengono quando non ci sono videocamere, quando non ci sono applausi e quando nessuno sta guardando. Non sento il bisogno di trasformare ogni gesto di umanità in un contenuto da pubblicare per convincere Internet di chi sono. Quello che faccio lontano dai social ha molto più valore di qualsiasi post. È estenuante vivere in un mondo in cui alcune persone pretendono prove della bontà degli altri, dimenticandosi però di mettere in pratica la propria“.

Pesce oltre all’attivismo e agli show ai Pride, sta anche portando avanti il suo tour estivo. Il noto dj, che di recente si è esibito in Italia, a Padova allo Sherwood Festival, nei prossimi giorni suonerà a Madrid, a Barcellona, poi a Parigi, a Ravensburg in Germania e a Lisbona in Portogallo.

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