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Francesca Michielin, Vicario e Levante contro Vannacci e le parole sui gay: “Cavolate, parole pericolose e violente”

Anthony Festa 19/06/2026

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Margherita Vicario, Levante e Francesca Michielin sono le madrine del Roma Pride e ieri hanno commentato le recenti parole di Roberto Vannacci sui gay. Ospite a Otto e Mezzo da Lilli Gruber, il leader di Futuro Nazionale ha dichiarato che gli omosessuali sono tutelati e hanno già tutti i diritti, visto che possono guidare o essere curati.

Le tre ambassador del Roma Pride (che si terrà oggi pomeriggio, 20 giugno) hanno condannato le idee del “generale”, analizzando però le sue esternazioni da punti di vista diversi. Francesca Michielin ha bollato come cavolate quelle dette da Vannacci sulla comunità LGBTQ e poi ha anche espresso il suo pensiero su certi slogan dell’uomo sui migranti: “Le cose che dice non hanno basi reali e si basano sull’ignoranza. Inoltre, questa invasione di cui parlano non c’è, anzi ringraziamo Dio che ci sono le persone che arrivano, perché comunque il nostro paese sta invecchiando tantissimo. Dicono solo una massa di cavolate. Il ruolo dell’arte e della musica penso sia quello di portare dei temi importanti e di coesione. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, forse il generale Vannacci spreca i propri poteri, perché occupa uno spazio che potrebbe occupare meglio. Ma anche da grandi privilegi derivano grandi responsabilità, e noi abbiamo un privilegio e quindi dobbiamo sfruttarlo al meglio per gli altri, per creare spazi a chi non ne ha“.

Francesca Michielin su Vannacci: “Lui al Pride? Intanto riveda le sue posizioni”.

Ai microfoni dell’agenzia di stampa Adnkronos, Francesca Michielin è tornata a discutere di Vannacci e ha dichiarato che prima di poter partecipare al Pride, sarebbe giusto che l’europarlamentare rivedesse le sue idee. La cantante di Cigno Nero ha poi spiegato perché è importante prendere parte ai Pride, sia per chi fa parte della comunità LGBTQ che per chi vuole sostenerla: “Dobbiamo essere al Roma Pride perché, a maggior ragione quest’anno in cui il tema è ‘La Repubblica è di chi la abita’, questa Repubblica la abitano tutti, tutte e tutt*. E quindi è importante esserci se facciamo parte della comunità LGBTQIA+, ma anche per sostenere la comunità. Non ci poniamo in una visione normocentrica in cui dobbiamo includere qualcuno diverso da noi ma siamo tutti insieme a convivere nella nostra diversità. Se è invitato anche il generale Vannacci? Sarebbe bello se rivedesse un po’ le sue posizioni perché sono fondate su cose poco realistiche“.

A differenza di Francesca Michielin, Margherita Vicario non crede che etichettare come ‘cavolate’ le idee di Vannacci sia proficuo. Per l’artista, banalizzare certi concetti violenti e pericolosi non porta a nulla di buono: “Per me sono pensieri violenti, che attecchiscono su una popolazione molto ignorante, allo stremo, che è stanca, ormai sballottata da anni di social. Io infatti non parlerei di bugie o cavolate, ma di idee profondamente violente, che purtroppo trovano una strada nella realtà. Se continuiamo ad affrontare questo terremoto che sta arrivando declassandolo, facciamo un danno, perché invece sono pensieri violentissimi, molto pericolosi e reali“.

Levante e le barriere da abbattere per la comunità LGBTQ.

Insieme alle altre due ambassador del Roma Pride, anche Levante ha affrontato il tema delle dichiarazioni di Vannacci. La cantante ha cominciato il suo discorso partendo da un problema che la comunità LGBTQ deve affrontare sul territorio. Per lei l’accettazione è distribuita in modo disomogeneo. Nei grandi centri si respira più apertura, seppur con alcune criticità, mentre nei piccoli centri c’è ancora molto da fare: “Il limite e l’ostacolo della comunità LGBTQ è che sembra geolocalizzata. I grandi centri come Milano e Roma ci sembrano molto liberi, anche se pure lì c’è violenza. Diciamo che è come se una certa educazione su alcuni temi non fosse arrivata in provincia. Il lavoro che dobbiamo fare è di portare certe cose per la comunità LGBTQ oltre il perimetro che ci sembra sicuro, dobbiamo davvero andare oltre. Anche per questo deve esistere il Pride. E quando ci dicono che sembra carnevale, è giusto che sia così, perché il Pride deve rompere gli schemi e infastidire. Devono accettare la nostra libertà. Noi dobbiamo andare ovunque a parlare della comunità, a partire dalle scuole“.

Levante ha concluso dicendo che certi slogan di Vannacci sono effettivamente problematici, ma il vero problema sarebbe quello che lei ha definito come manipolazione: “Poi c’è un altro punto, che è il privilegio di Vannacci. Il fatto che questa persona riesca a manipolare la gente con la sua ignoranza, ma non so nemmeno se si tratta di ignoranza o furbizia, o anche di razzismo“.

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