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Delia sulla polemica partigiano/essere umano: “Mi dispiace se è stato frainteso”
Fabiano Minacci 02/05/2026

La decisione di Delia di cambiare il testo di Bella Ciao rimuovendo la parola “partigiano”, ha scatenato un’ondata di critiche e indignazione e anche Alessandro Gassmann è intervenuto per criticarla, così come molti altri vip. Per questo motivo, nonostante avesse già spiegato ieri le ragioni della sua scelta, ha deciso di tornare sull’argomento per chiarire meglio la sua posizione.
In un lungo post su Instagram, Delia ha spiegato che il partigiano era un rivoluzionario armato, mentre per “esseri umani” intende i civili innocenti che muoiono sotto le bombe. Il suo messaggio, a suo dire, è stato frainteso, anche se al concerto del Primo Maggio ha percepito molto affetto.
“Il partigiano era letteralmente un rivoluzionario che ha preso le armi e si è ribellato. “Essere umano” era per i civili che vengono ammazzati dalle bombe mentre stanno cenando a casa o mentre stanno dormendo con i propri figli. Mi dispiace che il mio messaggio sia stato frainteso da una parte delle persone. In piazza San Giovanni, durante il concerto del Primo Maggio, ho sentito invece tanto affetto e partecipazione“.
La cantante ha poi preso una posizione netta contro chiunque si arroghi il diritto di togliere la vita agli altri e ha ricordato di aver già raccontato, anche attraverso la musica, pagine tragiche della storia, sottolineando che Bella Ciao resta un simbolo di libertà. “Sei mesi fa, a X Factor, con questa canzone ho riportato alla luce una pagina nera della storia siciliana, quella dei vespri siciliani: un vero e proprio sterminio del mio popolo. Bella Ciao è il simbolo di quella libertà che abbiamo bisogno di cantare, oggi e sempre, con sensibilità e coscienza“.
Delia: “Prima di tutto siamo essere umani”
Ha infine sostenuto che non ha senso indignarsi solo per una parola cambiata mentre nel mondo, in luoghi come Ucraina, Iran e Gaza, continuano a morire civili innocenti, spesso per decisioni prese da pochi potenti mossi da interessi economici. Insomma, un discorso piuttosto populista che non ha granché convinto il popolo del web, considerando il tenore dei commenti che ci sono tutt’ora sul suo profilo Instagram.
“Mentre ci indigniamo per una parola cambiata, da oltre quattro anni in Ucraina muoiono civili che non hanno scelto di combattere. Le decisioni vengono prese, come è stato detto anche da Papa Leone, da una cerchia ristretta di persone che giocano a fare i bulli, incuranti della vita degli altri e spesso guidate da interessi economici. Ci indigniamo per una parola cambiata mentre, da settimane, in Iran vengono calpestati diritti fondamentali e migliaia di persone hanno già perso la vita. E troppo spesso questa indignazione non basta a farci reagire davvero, a ricordare che si tratta di esseri umani come noi, con famiglie, figli, genitori: vite spezzate per colpa di pochi, sempre nel nome del denaro. Ci indigniamo per una parola cambiata mentre a Gaza sta avvenendo un vero e proprio genocidio. Questa è la mia posizione: ogni essere umano deve essere rispettato, a prescindere dalla sua origine, dal suo credo e dal suo ruolo sociale“.
Delia ha poi concluso: “Se una canzone, ottant’anni fa, è stata simbolo di libertà, possiamo esserne fieri. E se oggi può ancora servire a stimolare una riflessione su ciò che accade nel mondo, allora ha senso cantarla. Perché, prima di tutto e sopra tutto, siamo ESSERI UMANI“.
Come già scritto però, il tenore dei commenti è tutt’altro che in suo favore. Quello con più like sotto al post che ha pubblicato è questo: “Niente ragazzi, non ci arriva proprio“.
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