LGBT
Cugini di Campagna: “Il pubblico pensava che Nick Luciani fosse gay”
Fabiano Minacci 22/10/2026

I Cugini di Campagna sono un gruppo attivo dagli anni ’70 che è riuscito a conquistare anche noi Millennial grazie alle loro partecipazioni televisive (da La Fattoria e Ballando con le Stelle a L’Isola dei Famosi, dove Silvano Michetti fu squalificato in tempo record a causa di una bestemmia, diventando l’idolo del web) e al Festival di Sanremo che li ha visti in gara per la prima volta nel 2023, sotto la direzione artistica di Amadeus. Intervistati dal settimanale Gente hanno ripercorso gli esordi ricordando quando il pubblico era convinto che Nick Luciani fosse gay.
“Se ci pesa acchittarci in questo modo per entrare in scena? No! Anche se gli altri all’iniziano erano un po’ perplessi e pensavano che Nick fosse gay. Eravamo gli estranei della situazione: voci da donna, falsetti. All’inizio ci fu qualche scandaletto e fummo anche un po’ censurati“, ha risposto Ivano. “La verità è che, guardandoci in giro, con tanta gente che si maschera, siamo i più normali su piazza“.
Nick Luciani non è gay, ma non ha mai sentito il bisogno di specificarlo
Nick Luciani non ha mai commentato apertamente questa voce e se n’è sempre fregato, sicuro della propria eterosessualità e innamorato perso di sua moglie Vanessa Perna che ha sposato nel 1999. I due hanno anche una figlia, Karen, che oggi ha 22 anni.
Nel 2014 Nick Luciani lasciò il gruppo tentando la carriera solista, ma gli andò malissimo e sparì sia dalle classifiche che dalla tv. Nel 2018 rilasciò un’intervista in cui confessò di arrivare a fatica a fine mese e così nel 2021 tornò con i Cugini di Campagna e il resto è storia, sia musicale che televisiva. Come sopra annunciato: ha partecipato a Ballando con le Stelle, a L’Isola dei Famosi e pure al Festival di Sanremo con il brano Lettera 22, scritto per loro da La Rappresentante Di Lista.
I problemi di soldi
“La vita agiata di un tempo è solo un ricordo” – le sue parole nel 2018 – “È come se ogni giorno mi trovassi ad affrontare una strada in salita, visto che in questi ultimi anni ho lavorato poco. Un tempo potevo concedermi vetture di lusso e spesso giravo con l’autista. Oggi, invece, ho dovuto riscoprire i mezzi pubblici e mi muovo perlopiù in autobus, in treno oppure in bicicletta. Mi do da fare e mi occupo io della spesa. Adesso vado al mercato o nei discount, dove riesco a trovare cibo a un prezzo molto più accessibile. E sono diventato un uomo di casa“.








