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La serie su Rita De Crescenzo: fra Netflix, Prime, contributi statali e la sua risposta – il caso spiegato bene
Fabiano Minacci 27/08/2026

La notizia della realizzazione di una serie sulla vita di Rita De Crescenzo ha suscitato un’indignazione maggiore di quanto probabilmente ci si sarebbe aspettati. Tant’è che la stessa Netflix, attraverso una nota riportata da AdnKronos, è stata costretta a smentire la notizia, dichiarando che “non c’è nessun progetto in lavorazione“.
Una smentita subito contrattaccata da Giuseppe Candela che proprio qualche ora prima aveva annunciato l’arrivo della serie su Netflix. Secondo lui, infatti, la risposta non sarebbe totalmente veritiera. “Lo scoop di Chi manda in tilt Netflix” – ha scritto sui social – “Dopo le polemiche e le prime disdette è costretta al dietrofront. Prova a smentire ma la notizia ovviamente è vera (registrazioni iniziate mesi fa), confermata dalla stessa De Crescenzo. FanPage ieri ha svelato pure il nome del regista“.
Con l’uscita della notizia, Rita De Crescenzo aveva infatti scritto su Instagram: “Quando un sogno diventa realtà, non resta che accendere i rilfettori. Prossimamente… Rita De Crescenzo su Netflix“. Un post che ora risulta rimosso ma che ha effettivamente scritto e pubblicato. Dall’altro canto FanPage, che aveva indagato sul caso, aveva confermato che il progetto era stato già registrato e che il regista che aveva realizzato l’opera era Francesco Lettieri, noto ai più per aver lavorato ai video di Liberato e Calcutta.

La serie su Rita De Crescenzo, da Netflix a PrimeVideo? Le piattaforme smentiscono
In quei due giorni, il caso relativo alla presunta serie su Rita De Crescenzo è montato sempre di più. Gabriele Parpiglia, nella sua newsletter, ha scritto che il progetto sarebbe approdato su Prime Video, una notizia successivamente smentita da FanPage, che ha contattato direttamente l’ufficio stampa del colosso dello streaming.
“Gabriele Parpiglia scrive che sarebbe Prime la piattaforma di destinazione della docuserie, prodotta da Groenlandia” – scrivono – “Contattiamo la piattaforma che ci smentisce l’acquisizione, ma apprendiamo allo stesso tempo che la realizzazione del progetto è cosa di cui si parla da tempo“.
Insomma, la serie esiste, è stata registrata, ha un regista e pure una casa di produzione: ma non si sa dove sarà trasmessa. A confermare l’esistenza è stato DavideMaggio.it, che ha scritto:
“Mentre ci si interroga su quale piattaforma la streammerà, Davide Maggio vi dà alcune certezze in merito alla serie su Rita De Crescenzo. Il biopic (…) c’è ed è ben più di un semplice progetto. Si intitola Svergognata, si articola in tre episodi, è prodotto da Anemone Film / Groenlandia (gruppo Banijay) e vede tra gli sceneggiatori Francesco Lettieri e Shadi Cioffi. Le riprese sono già iniziate da alcune settimane e sono previsti circa 5 mesi di registrazioni“.
La richiesta per gli aiuti statali
Il caso che ha fatto più discutere, però, è stata la richiesta presentata dalla casa di produzione allo Stato per ottenere un aiuto economico destinato alla realizzazione del documentario. Si tratta, ovviamente, di una pratica legale, prevista dal Ministero della Cultura e disciplinata dalla Legge Cinema n. 220 del 2016. Al momento della presentazione della domanda, il costo complessivo del progetto era stimato in 1.100.000 euro.
E per Rita De Crescenzo si è scomodato anche il Ministero della Cultura che ha risposto tramite una nota ufficiale: “La produzione dell’opera audiovisiva dal titolo Svergognata non ha presentato alcuna domanda di contributo pubblico, tax credit o altra misura di sostegno economico. Il ministero pertanto non ha approvato né riconosciuto o concesso alcun beneficio a favore dell’opera, né tantomeno ha avviato alcun tipo di valutazione al riguardo“.
Ma come sottolineato da Davide Maggio, quella domanda risulta tutt’ora presente nel database pubblico (consultabile qui).
La replica di Rita De Crescenzo
In una diretta su TikTok, Rita De Crescenzo ha concluso dicendo: “La serie uscirà se non è su una piattaforma è su un’altra, basta con queste paginette che diffondono solo odio. Ragazzi, rassegnatevi, perché uscirà su una piattaforma famosa e se non è quella, è un’altra!“.








