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Kevin McHale furioso per le teorie sulla maledizione di Glee: “Quelle morti non sono state dei sacrifici”

Anthony Festa 03/08/2026

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Glee non è stata solo una serie, ma un vero fenomeno di costume, ha ridefinito la televisione teen e generato milioni di dollari tra gadget, concerti, album musicali e dvd. Il telefilm però è avvolto da luci e ombre, tra accuse pesanti rivolte alla protagonista Lea Michele e le morti di alcuni attori, tutto questo ha generato delle teorie del complotto. Proprio in merito a queste bizzarre tesi è intervenuto Kevin McHale, che in Glee ha vestito i panni di Artie Abrams e che ha voluto smentire categoricamente che dietro alle tragedie che hanno colpito il cast ci sia qualcosa di esoterico o sovrannaturale.

Kevin McHale commenta le tesi cospirazioniste su Glee

Le morti di Cory Monteith (2013), Mark Salling (2018), Naya Rivera (2020) e di alcuni membri della troupe tecnica di Glee hanno dato vita già tra il 2020 e il 2021 a narrazioni complottiste di cui si è occupata anche la stampa italiana.

Come accade spesso, su TikTok qualcuno ha ripescato dal web delle vecchie suggestioni per farne contenuti misteriosi, che poi sono diventati virali e così la “maledizione” della serie americana è tornata a far discutere.

Kevin McHale, dopo l’ennesimo contenuto virale che romanzava le morti degli attori di Glee è sbottato sui social. Il trentottenne con un post pubblicato su X si è scagliato contro chiunque definisca un “sacrificio” le morti dei suoi colleghi, mancando così di rispetto a loro e alle loro famiglie: “Fatemi sfogare oggi, perché il modo in cui troppi di voi parlano di persone reali che sono morte, definendole un “sacrificio” o una “maledizione” in relazione a un programma TV, è semplicemente diabolico e completamente privo di umanità e di qualsiasi contatto con la realtà. Andatevene a quel paese“.

Sarà stato fin troppo diretto, ma Kevin McHale non ha tutti i torti, fare congetture a dir poco fantasiose sulle morti di Glee non è true crime e trasformare delle tragedie in un gioco social da brividi e video misteriosi per fare like è a dir poco di cattivo gusto.

Il possibile ritorno della serie, parla Ryan Murphy: “Penso che forse dovrei rifarla”

Proprio adesso che Kevin McHale è tornato a parlare di Glee, seppur per motivi non positivi, il regista Ryan Murphy ha aperto a un possibile ritorno del telefilm. A New York, durante l’anteprima della nuova serie, The Shards, Murphy ha dichiarato di aver sempre amato Glee e tutto il cast e che ogni tanto pensa che potrebbe anche fare un remake adatto alle nuove generazioni: “Ho amato tutti loro. Mi sono divertito moltissimo a realizzare quella serie. È una serie interessante perché è ancora attuale. Tantissimi ragazzi lo stanno guardando per la prima volta ora. Io provo una grande nostalgia per quello show, al punto che ogni tanto penso: “Beh, forse le persone vorrebbero vedere una rivisitazione. Forse dovremmo farla“.

E non è detto che Glee non possa davvero tornare. Ryan Murphy, infatti, è un lavoratore instancabile e solo negli ultimi due o tre anni è riuscito a seguire moltissime serie contemporaneamente: 9-1-1: Lone Star, Monster, American Sports Story, American Horror Story, American Horror Stories, American Crime Story, Grotesquerie, Doctor Odyssey, 9-1-1: Nashville, All’s Fair, American Love Story, The Beauty e The Shards.

Chissà quindi che in tutti questi progetti, Ryan Murphy non riesca a infilarci anche il ritorno dei ragazzi del Glee club.

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