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Intervista a Drag Jaguaro: “Le mie due identità possono convivere”

Fabiano Minacci 16/05/2026

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L’arte drag nel nostro Paese è ancora troppo spesso sottovalutata e raramente le drag queen trovano spazio nei media, se non in quei pochi programmi dedicati a quest’arte – come Drag Race Italia e Non Sono Una Signora – spariti dal palinsesto nel giro di poco tempo. Eppure dietro una parrucca, un lipsync o uno show in discoteca c’è molto di più: creatività, studio, performance, identità e spesso anche un enorme lavoro emotivo. La nuova generazione di drag queen sta cercando di cambiare questa narrazione, portando il drag oltre i locali e trasformandolo in una forma d’arte sempre più libera. Anche Elodie, per il suo tour negli stadi, ha deciso di rendere omaggio a questo mondo arruolando diverse drag queen durante l’esibizione di Dimenticarsi Alle 7: da Sypario a Naomi Tisdale, passando per Angel McQueen e La Signora Chen. Tra questi artisti c’è anche Drag Jaguaro, che divide la sua vita tra palco e contenuti online sia in qualità di artista drag, sia in qualità di creator spicy out of drag. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Quando hai capito che la drag non ti bastava più e volevi esplorare anche il lato più spicy? In realtà sono sempre esistite entrambi i miei lati nei social, semplicemente era più semplice trovare la mia parte drag che il resto“. Sbarcare su X con quelle foto è stata una scelta naturale o ci hai pensato a lungo?Se devo essere onesto, ho dato solamente al pubblico quello che volevano da me (ride, ndr) ci ho pensato ma non troppo, alla fine certe foto le abbiamo e mandiamo tutti a gratis, almeno io mi faccio pagare (ride, ndr)”.


Nella night life hai sperimentato tutto: drag queen e gogoboy, in quale veste ti senti più a tuo agio?Entrambi in egual modo, ma in modi diversi, sicuramente fare il gogoboy è qualcosa che alimenta la mia autostima perché il pubblico mi fa sentire molto apprezzato sia per le mie dote fisiche (a mio dire normali) che per quelle da ballerino. Mentre in drag esprimo realmente le mie fantasie e le mie emozioni, programmo e creo i miei show in base al momento che sto vivendo e le emozioni che mi trasporta. Per fortuna ad aiutarmi in queste scelte e nei miei progetti c’è la mia famiglia artistica, che rende questo lavoro ed arte ancora più magica. Sinceramente il drag è qualcosa di unico e che tutti devono provare almeno una volta nella vita“. Ti è mai capitato che qualcuno del mondo drag storcesse il naso per questa scelta?Sì, spesso mi sono trovato a dover difendere questa doppia identità nei locali, e appunto all’inizio smisi di fare il ballerino per proseguire nella mia carriera drag, quando poi il mio personaggio si è affermato un po’, ho pensato che le due figure potessero coesistere senza essere mescolate, perché a mio parere molto diverse. Jaguaro è sicuramente una parte di Mirko, ma molto intima e distinta. Ad oggi vedo che le mie colleghe si sono abituate“.

Qual è la differenza tra sentirsi desiderata sul palco e sentirsi desiderato online?Essere desiderata sul palco credo sia la benzina e il sogno di qualunque artista o performer. Quando lo sei, capisci che tutti gli sforzi fatti per quel minuto e mezzo sul palco valgono davvero, e questo ti riempie di orgoglio. Nel sentirsi desiderato online, invece, ho sempre percepito una certa tristezza: spesso si viene visti solo come un oggetto o un pacco da scartare. All’inizio ci rimanevo molto male, perché io non giudico mai nessuno in base a ciò che pubblica o al lavoro che fa. Oggi, però, questo è diventato quasi uno schermo per riconoscere le persone superficiali, e riesco subito a capire chi vuole davvero conoscermi per quella che sono“.

Qual è la richiesta più assurda ricevuta da un fan?Ad oggi non ci sono più richieste così assurde, le abbiamo sentite tutte“. Guadagni di più come Jaguaro in discoteca o come Mirko online?Guadagno sicuramente di più con Jaguaro, perché la mia strada da Mirko è appena iniziata“. C’è qualcosa che il pubblico pensa delle drag queen e che ti fa impazzire perché è completamente falso?Non tutti lo pensano, ma un pensiero comune è che chiunque faccia drag sia anche fuori dal drag femminile / effeminato, e mi fa impazzire perché sopratutto l’ultima generazione drag, è piena di trades, e poi diciamocelo chiaro ‘we are the best of the both worlds’, citando Hanna Montana, che riposa in pace accanto ad Alberto“. Dovesse tornare Drag Race Italia ti piacerebbe partecipare?Assolutamente sì! Sono pronto a regalare i miglior lipsync di Drag Race Italia dato la mia iconica famiglia drag: La Diamond, Farida Kant, Melissa Bianchini, Nehellenia, Le Riche, Aura Eternal, La Sheeva e voglio citarle tutte perché senza loro non avrei mai iniziato a fare drag, perché sono ancora ad oggi la mia ispirazione più grande, devo rendere onore a tutte!“.

Con quale creator di OF ti piacerebbe girare un contenuto?Ce ne sono molti, intanto invito tutti a scrivermi! Ma sicuramente prima o poi avrete qualcosa con Nicola Simionato, mio grandissimo amico“.

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