Essere gay in Italia negli anni ’90: dalla nascita dei locali LGBT alle prime proposte di legge

29 Giu 2021 Fabiano Minacci • Tempo di lettura: 3 minuti

essere gay anni 90

In Italia negli anni ’90 scoppia il caso di Mani Pulite, vengono uccisi Falcone e Borsellino, in politica assistiamo all’ascesa di Silvio Berlusconi. I giovani impazzano per i telefoni cellulari e si struggono per le morti di Freddie Mercury e Kurt Cobain. E se in radio suonano le Spice Girls, Ligabue, Madonna e Britney Spears, in tv esplode il Festivalbar ed arriva Non è la Rai. Ovviamente non possiamo dire anni ’90 senza citare serie cult come Baywatch, Xena, Friends, Beverly Hills 90210 e Sabrina Vita da Strega.

Un decennio lungo per la comunità LGBT+ italiana che più volte ha avuto occasione per avere la propria rivalsa, senza però venire mai ascoltata. Dal 1993 al 1998, infatti, vengono proposti ben 9 disegni di legge in materia di unioni civili, ma tutti sono stati bocciati o neanche presi in considerazione.

Il primo a farlo (nel 1993) è stato il deputato Graziano Cioni, seguito nel 1994 da Nichi Vendola e (di nuovo) Graziano Cioni. L’anno successivo è stata la volta (di nuovo) di Nichi Vendola, poi la palla è passata in mano al senatore Luigi Manconi che ha presentato in Senato la proposta di legge sulla normativa sulle unioni civili. Ancora una volta, però, niente di fatto. Passate inascoltate anche le proposte di Ersilia Salvato e di Gloria Buffo. Così come quella di Graziano Cioni (che ci ha riprovato anche nel 1997) e di Antonio Soda, che chiude il decennio con la proposta di legge sulla Disciplina dell’unione affettiva. Era il 1998 e per l’ennesima volta è stato un buco nell’acqua.

Da segnalare che nel 1995 c’è stata la prima donna sottopostasi ad un’operazione di cambio di sess0 (Marcella Di Folco) ad aver ricoperto una carica pubblica diventando consigliera comunale di Bologna. L’anno precedente, nel 1994, si è tenuto a Roma il primo Pride nazionale con La Karl Du Pigné, storica drag queen ed attivista scomparsa prematuramente nel 2018.

La Karl Du Pignè e Vladimir Luxuria
La Karl Du Pignè e Vladimir Luxuria

Essere gay in Italia negli anni ’90, nascono le discoteche LGBT ed il primo sito internet

Fra le personalità di spicco della comunità LGBT+ di questo periodo c’è sicuramente Alessio De Giorgi. Lui è stato presidente di ArciGay Pisa che ha dato vita, nel 1997, a Gay.it, il primo portale online apertamente dedicato alla comunità omosessuale, ed al locale Mamamia, nato a Torre del Lago, in provincia di Viareggio, come ristorante-bar LGBT friendly.

A fine decennio nascono sparsi per l’Italia varie realtà gay. A Torino, a Genova (il Virgo), a Brescia (l’Out Of Limits), a Parma (Ippopotamus), ma anche in Toscana (Frau Marlene a Torre del Lago e Area a Montecatini), a Riccione e nella Capitale.

Qua, un ricordo di Regina Miami, direttamente dal suo blog:

All’interno della discoteca [il Frau Marlene, ndr] un gruppo di drag queen avevano organizzato una specie di concorso di talenti dal nome Miss Stupenda. Sì, bisogna ammettere che con i nomi dei concorsi gay non si eccelle per fantasia. Il nome di questo gruppo di drag queen era Le Drastik Queen e fra le concorrenti ricordo solo un ragazzino che era bravissimo, era la Markesa, che avrei poi ritrovato l’inverno successivo all’Area di Montecatini“.

Anche se il clou del divertimento LGBT+ Friendly esploderà a metà del prossimo decennio. Ed anche questo, è storia a parte.

Le Drastik Queen nel 1997
Le Drastik Queen nel 1997
La Markesa nel 1999
La Markesa nel 1999
Mamamia nel 1999
Mamamia nel 1999
Regina Miami nel 1998
Regina Miami nel 1998
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