Pop
Recensioni negative per Petal di Ariana Grande: voti e critiche
Anthony Festa 01/08/2026

Mentre i fan sui social lo stanno acclamando, magazine e critici musicali hanno riservato recensioni tiepide o negative a Petal di Ariana Grande. L’atteso nuovo album della popstar americana è stato anticipato come di rottura rispetto al passato, meno dolce e delicato e più graffiante, ispirato alla rabbia non trattenuta della cantante. Le promesse però sono state mantenute solo in parte, perché se nei testi c’è effettivamente traccia di questa durezza e di un lato meno rassicurante, il sound risulta quasi piatto, le parole sono accompagnate da un pop etereo, da una musica d’atmosfera, da camera, come se gli slogan di Wanna Marchi fossero sussurrati da Francesca Fialdini o se i testi più ruvidi e incisivi di Pink e Lady Gaga fossero cantati da Carla Bruni.
A parte poche eccezioni, i voti assegnati dai magazine musicali all’ottavo disco di Ariana non sono stati molto alti. Se Rolling Stone e il The Telegraph hanno dato 80 su 100, Pitchfork si è fermato a 65, il The Guardian solo 60, mentre Paste Magazine è sceso sotto la sufficienza con 50 su 100 e il The Independent addirittura 40 su 100. Al momento il Metascore di Metacritic (il portale che raccoglie giudizi di critici e importanti testate su film, album e serie e fa una media) è fermo a 64 su 100. Questo è il peggior risultato per Ariana, a pari merito con My Everything, in passato gli altri suoi album hanno avuto medie di gran lunga superiori: thank u, next 86/100, eternal sunshine 84/100, Yours Truly 81/100, Sweetener 81/100, Dangerous Woman 76/100 e Positions 72/100.
Le recensioni dei magazine su Petal di Ariana Grande
Per Rolling Stone Ariana Grande in questo suo nuovo progetto è più spontanea del solito, sia musicalmente che emotivamente e con questi brani è emerso il meglio di lei: “La rabbia è ovunque nell’ottavo LP della superstar del pop e questo le si addice”.
Nonostante la sufficienza, il The Guardian non ha promosso la nuova fatica della popstar: “È un album di rabbia pacata, controllata e ponderata; non c’è nessuna esplosione improvvisa. Forse perché la Grande ripropone temi familiari – non è certo la prima volta che analizza fama, amore o autostima nella sua musica – sembra insensibile, stanca di percorrere sempre lo stesso terreno“.
Tra le recensioni più dure per Petal di Ariana Grande c’è quella del New York Times che ha dato 50 su 100 a questo disco: “Eternal sunshine era un’opera di raffinata fattura e varietà tonale, ma Petal risulta tiepido e monocromatico al confronto. Come al solito, la voce di Grande è incantevole e arrangiata in modo impeccabile; ma il nuovo materiale è per lo più un guazzabuglio di ritmi lenti che manca del carisma e della convinzione dei suoi lavori migliori“.
La stroncatura del The Independent
Forse la più pungente è stata Roisin O’Connor del The Independent, secondo la quale Petal è un album fiacco, soporifero (non ha mica tutti i torti) e non all’altezza di Ariana: “Ariana può essere magnifica, quindi perché il suo nuovo album è così svogliato e insipido? Anche la strumentazione è spettrale, intrisa di riverbero, con la voce della Grande sovrapposta e che riecheggia in ogni brano. Desideri disperatamente qualcosa di concreto a cui aggrapparti, ma è sempre fuori dalla tua portata. A volte “etereo” può essere sinonimo di insipido. Petal è un disco soporifero in cui la produzione soffoca la sua voce nel modo più irritante. È come se non volesse che tu ascoltassi ciò che ha da dire, scegliendo invece di ritirarsi nell’ombra“.
Per la O’Connor Ariana ha tutto il diritto di essere arrabbiata dopo aver sopportato anni di critiche e attacchi online soprattutto per il suo rapporto con Cynthia Erivo e per l’ultima sua storia d’amore, ma questa rabbia in Petal sembra sia stata annacquata da ritmi noiosi e produzioni piatte: “Aveva ragione a provare rabbia, ma qui sembra stanca, distratta, apatica. Non mi aspettavo certo delle sfuriate, ma sembra che a malapena riesca a trovare l’energia per respirare nel microfono, figuriamoci per esprimere un’emozione diversa dalla semplice noia. Viene da chiedersi se volesse davvero fare questo album“.
Alcune recensioni di Petal di Ariana Grande forse sono state eccessivamente dure, così come i pareri di certi utenti sui social, ma alla base di tutto ci sono le alte aspettative per un’artista del suo calibro. Nessuno si aspettava un disco come Reputation, ma nemmeno la versione sbiadita di The Tortured Poets Department.
Speriamo solo che Ariana dopo questa accoglienza fredda al suo nuovo disco non decida di unirsi al club di Rihanna e Britney.

OPERAÇÃO GRAVETO: “Petal”, de Ariana Grande, deve amarelar na próxima atualização do Metacritic, obtendo 56/100 nas avaliações das primeiras críticas.
-Rolling stones 80/100
-The telegraph 80/100
-pitchfork 65/100
-Sputnikmusic 60/100
-The independent 40/100
-The observer… pic.twitter.com/Yh83sPxuGB— Bunklr (@forumbunklr) July 31, 2026
“Her TTPD” they said pic.twitter.com/ZpYZ08lNqX
— Theo 🐊 (@lanadelreydata) July 31, 2026
— xile (@xilefis) July 31, 2026
Ariana Grande sta diventando come Lana Del Rey: una noia monumentale da usare come sottofondo musicale mentre peli le patate.
— Marco (@MarcoMc1982) July 31, 2026








