Pop
Petal, il nuovo album di Ariana Grande: top e flop del disco
Anthony Festa 31/07/2026

A due mesi dall’uscita di Hate That I Made You Love Me (che ha raggiunto la prima posizione nella Billboard Hot 100), finalmente adesso possiamo ascoltare anche Petal di Ariana Grande.
La popstar ci aveva promesso un disco meno dolce e romantico del solito e più ruvido e in parte lo è. In Petal, Ariana Grande si è lasciata andare nei testi, ha deciso di lasciar andare la fatina che è in lei e di non avere timore nel mostrare anche la sua parte meno luminosa. Quello di questo disco è un pop etereo, delicato, ma con qualche graffio. Ci sono alcune perle, come il primo singolo, Hate That I Made You Love Me e Stay (entrambe prodotte da quel genio di Max Martin in coppia con Ilya Salmanzadeh), ma nel complesso l’album ai primi ascolti non decolla, non ci sono guizzi o momenti realmente sorprendenti, sono 36 minuti di brani d’atmosfera ben prodotti e con testi interessanti, ma la sensazione è che ci sia poco di memorabile. Non c’è l’ombra di pezzi come We Can’t Be Friends o No Tears Left To Cry. Anche il secondo singolo di questo album, che è la title track, non sembra lasciare davvero il segno.
Tutto molto raffinato e sognante, ma dopo più di mezz’ora mi sono sentito Ilary Blasi alla fine di ogni puntata del Grande Fratello Vip: “Quanto dura ancora? Fatemi levà i tacchi che s’è fatta na certa“.

I fan della Grande sui social stanno apprezzando molto Petal, un po’ meno Pitchfork, che ha assegnato 6,5 su 10 all’album, uno dei punteggi più bassi per Ariana Grande. Eternal Sunshine nel 2024 aveva ottenuto 7,2, Thank U, Next nel 2019 7,9 e Sweetener nel 2018 8,1.
Top: Hate That I Made You Love Me, Stay, Oh Well, Bad Thing
Flop: Big Feelings, Freak, Never Get Over Me, Warning Signs, Nowhere Nobody
Voto: 6
Petal, Ariana Grande parla del nuovo album
Che Petal sia diverso da molti altri progetti di Ariana Grande non dovrebbe stupirci, l’ha dichiarato lei stessa nella sua recente intervista rilasciata a Apple Music. La cantante americana ha descritto questo suo nuovo lavoro come sperimentale e frutto di un profondo percorso interiore, cercando di non filtrare o censurare la sua rabbia, ma di lasciarla fluire per creare qualcosa.
“Sono tanto emozionata di vedere come reagiranno a ogni singola canzone. L’album raccoglie tante diverse sfaccettature della mia personalità e, allo stesso tempo, è qualcosa di molto sperimentale e diverso per me. Ho scritto partendo da un’emozione che di solito non lascio trasparire: una rabbia senza filtri che credo tutti noi proviamo, ogni tanto. Di solito sono troppo timida per attingere a quella parte di me. Questa volta non ho filtrato le mie emozioni come faccio normalmente. Di solito riscrivo molto e cerco di rendere tutto un po’ più gentile e delicato. Ma invece questa volta non l’ho fatto”.
Questa non è la prima volta che la popstar statunitense spiega che Petal ha un carattere più graffiante dei suoi vecchi dischi. Lo scorso maggio ha rivelato quanto questo suo ottavo album fosse meno pulito ed edulcorato degli altri: “È un album un po’ selvaggio. Nasce da una parte di me che forse, fino a oggi, ero stata troppo timida o troppo educata per esplorare. Questa volta mi sono semplicemente detta: “Al diavolo tutto“”.








