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Ginevra Lamborghini contro la solidarietà a Tony Effe: “Ipocrisia!”

Anthony Festa 19/12/2024

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L’esclusione di Tony Effe dal concerto di capodanno a Roma ha creato un’enorme polemica, molti fan del rapper hanno iniziato a parlare di censura e lo stesso hanno fatto tanti artisti, da Emma e Noemi a Lazza. C’è anche chi – come supporto a Tony – ha deciso di non partecipare più all’evento, Mahmood e Mara Sattei hanno annunciato che a capodanno non saranno sul palco romano. Questa solidarietà così sbandierata e questo continuo parlare di censura non sono piaciuti a molti e tra questi c’è anche Ginevra Lamborghini. In una serie di storie Instagram l’ex vippona ha spiegato come mai ritiene sbagliato usare la parola censura nel caso di Tony Effe.

Ginevra Lamborghini: “Ma quale censura? Questione di stile”.

“Io non ho nulla contro Tony Effe eh per carità. Ma questa “solidarietà” tra artisti che gridano alla censura me pare proprio una cosa ridicola. Si perché quando c’è da essere solidali per questioni importanti, che ci riguardano davvero nel privato ci giriamo tutti dall’altra parte e si fa spallucce. Poi però se censurano Tony Effe no eh, boom di solidarietà. Sinceramente trovo sia una ipocrisia allucinante. Stiamo parlando di Tony Effe… censura di che?

Avessero censurato un Rino Gaetano odierno, un De Gregori del nuovo millennio, artisti che sono stati scomodi per il loro pensiero politico più volte espresso nelle loro canzoni, o lo stesso Fedez toh, lo potrei pure capire. Ma Tony Effe. Non è ora di cambiare registro? Questa narrazione che fa molto “so fico” utilizzando la donna come oggetto a me francamente ha rotto, e quando vedo i ragazzini emulare questi esempi giuro
mi si spezza il cuore. – ha continuato Ginevra Lamborghini – Detto ciò, per me non è una censura. Chiamarla censura significa fare polemichetta da due soldi

Censura di cosa? Questa semmai è una scelta di stile. Non ci vedo la censura, che poi è un atto brutale. Avranno detto: siamo sicuri che dato i tempi e i dati alla mano, come quelli sui femminicidi, è il caso di portare questi testi ad un evento?

Poi ci si dimentica del contesto. Pensate al concerto di capodanno, sarà ad ingresso libero e pieno di famiglie e bambini e ragazzini. Siamo sicuri che è giusto che quei testi vengano ascoltati dai più piccoli. Sicuri che a un bambino di otto anni quei testi facciano bene?”.

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