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Diaco si difende su Ravagnani e cita i casi Corona-Signorini e Garlasco: “Per quelli non ci sono condanne web”

Anthony Festa 07/11/2026

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Pierluigi Diaco a 24 ore dall’intervista fatta ad Alberto Ravagnani ha dichiarato a Le Iene che la polemica riguardava solo la “bolla dei social” e che non c’erano stati malumori in Rai, ma adesso la vicenda ha preso una piega ben diversa, sono intervenuti i vertici della tv pubblica e anche Milly Carlucci. Al momento il conduttore di BellaMa’ non si è scusato, ma ha rilasciato delle dichiarazioni al Corriere della Sera e si è detto pronto a chiarire con tranquillità la sua posizione e la sua scelta in merito alle domande poste all’ex sacerdote.

Il presentatore Rai ha sottolineato come in televisione, anche in pieno pomeriggio vadano in onda trasmissioni che trattano in maniera discutibile fatti di cronaca delicati come quello di Garlasco, ponendo l’attenzione sui dettagli della sfera affettiva di vittime, condannati o indagati. Pierluigi ha citato anche il caso di Alfonso Signorini e Fabrizio Corona e quello dell’ex Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia.

“Sono anni che nei programmi quotidiani di tutte le reti, in tutte le fasce orarie e anche ma soprattutto in quelle protette, vanno in onda programmi giornalistici o di infotainment che scavano in modo indelicato, diretto, scabroso, irrispettoso e violento nelle abitudini private di giovani vittime come quelle della povera Chiara Poggi, in quelle di Alberto Stasi e/o di Andrea Sempio. Per non parlare delle pagine alquanto discutibili ma di sicuro volgari dedicate ai casi Corona-Signorini o Sangiuliano-Boccia“.

Della controversa questione tra Corona e Signorini in realtà in tv ne hanno discusso pochissimo e non certo entrando nel merito delle accuse più scottanti e dei dettagli più morbosi. Solo Massimo Giletti ha dedicato un lungo servizio ai fatti legati a Falsissimo, ma l’ha fatto in una sola puntata del suo Stato delle Cose e anche in quel caso sono state omesse le cose più intime.

Diaco e il paragone sulle reazioni del web al caso Ravagnani e a quelli di Garlasco, Signorini e Sangiuliano

Al Corriere della Sera, Pierluigi Diaco ha fatto notare come la gogna social che l’ha colpito per le domande fatte ad Alberto Ravagnani non c’è stata nei confronti di trasmissioni che hanno trattato le vicende di Signorini e Corona, Garlasco o di Sangiuliano e della Boccia: “Sui casi sopra citati non ho visto né letto la mole di reazioni feroci e di “condanne web” definitive che invece ho visto e letto nelle note vicende che mi hanno visto co-protagonista in questi giorni“.

Infine il quarantanovenne ha assicurato che se sarà chiamato a rispondere di come ha gestito l’intervista all’ex prete, del taglio, delle domande e del tono, sarà “ben lieto di chiarire con pazienza, consapevolezza e serenità la mia scelta professionale”.

Alberto non si è rivolto ai suoi legali

Ieri diverse testate hanno riportato la notizia secondo la quale l’intervista di Diaco avrebbe infastidito così tanto Ravagnani, che il trentatreenne sarebbe stato pronto a ricorrere alle vie legali. In realtà questa è una fake news.

Gabriele Parpiglia, in collegamento con RTL 102.5, ha rivelato di aver parlato telefonicamente con Alberto Ravagnani. Stando a quanto riferito dal giornalista, l’ex don non avrebbe alcuna intenzione di sporgere denuncia: “Sono circolate voci di una possibile risposta legale dopo l’intervista a BellaMa’. Non si affiderà ai suoi legali. Mi ha detto che non lo farà, in questo momento gli è bastato essere difeso da Milly Carlucci e da tutta la famiglia di Ballando con le Stelle. Non procederà quindi per vie legali. Alberto mi ha autorizzato a smentire“.

Parpiglia ha poi concluso dicendo che al momento Diaco non si è scusato con Ravagnani, nemmeno con i telespettatori e con la Rai, ma ha sottolineato che la puntata di BellaMa’ andata in onda ieri era registrata. Nelle prossime 48 ore quindi potrebbero esserci delle novità, perché secondo il giornalista la “situazione è grave”.

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