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Ian Somerhalder svela perché si è ritirato dal mondo dello spettacolo: “Dopo V Wars ho detto basta”
Anthony Festa 16/07/2026

Le Regole dell’Attrazione, Smallville, Lost, ma soprattutto The Vampire Diaries, per vent’anni Ian Somerhalder ha recitato in numerose serie e film, diventando una star di Hollywood, un idolo di milioni di ragazzi, ma la sua ultima apparizione sul piccolo schermo risale al 2019, da allora non ha più preso parte a nessuna produzione. L’attore nel 2024 ha ufficializzato il suo ritiro: “Ho amato il mio lavoro e tutto quello che ho fatto per molto tempo. Ho adorato fare film, è solo che l’ho fatto per così tanto tempo. Ho fatto una corsa fantastica e va bene così“.
Adesso il quarantasettenne vive insieme alla moglie Nikki Reed e ai figli di nove e tre anni in una fattoria negli Stati Uniti e si dedica all’agricoltura sostenibile, a progetti di beneficenza, alla sua fondazione che promuove l’energia pulita e la difesa degli animali e porta avanti la Brother’s Bond Bourbon (fondata con l’ex collega Paul Wesley), che produce whiskey. Dopo anni di silenzio, nei giorni scorsi l’uomo che per anni ha vestito i panni del vampiro Damon ha svelato nel podcast Haley on the Go come mai ha deciso di lasciare il mondo dello spettacolo, nonostante il grande successo ottenuto con il telefilm The Vampire Diaries.
I problemi con l’ultimo telefilm.
Dopo la fine dell’ottava stagione di The Vampire Diaries, Ian Somerhalder ha accettato di girare una nuova serie sui vampiri, uno show di Netflix chiamato V Wars. Dopo un anno di lavoro in Canada, però l’attore ha visto il risultato e ne è rimasto così deluso che ha chiesto ai produttori che il suo nome non fosse accostato al progetto.
“Ho accettato di fare V Wars perché amo il genere. E poi ero un vero esperto di show sui vampiri. Volevo fare V Wars perché rappresentava me stesso, non come vampiro, ma come scienziato. Abbiamo girato lo show per circa un anno, ho trasferito tutta la mia famiglia nel nord dell’Ontario. Abbiamo lavorato duramente a questo progetto e il risultato finale non era nemmeno guardabile. Ho detto alla casa di produzione: “Non voglio che il mio nome compaia su questo progetto. Vi restituisco i soldi, vi do milioni di dollari”. E loro mi hanno risposto: “Cosa? Di cosa stai parlando? Non se ne parla”. Ma ho capito che dovevo fare qualcosa”.
Ian Somerhalder, la mossa disperata per salvare V Wars.
Per cercare di migliorare V Wars, Ian Somerhalder ha chiesto a Netflix di lasciare il controllo creativo in mano a lui e al suo socio James Gibb: “Loro ci hanno detto che non ci avrebbero dato nemmeno un dollaro in più se avessimo voluto fare di testa nostra. Ma noi avevamo bisogno di almeno dieci milioni di dollari per sistemare la serie. Così io e James ci siamo impegnati, abbiamo raccolto circa sette milioni di dollari, abbiamo fatto almeno dieci o dodici ore di riprese e lavorato senza sosta per diversi giorni“.
Il protagonista di The Vampire Diaries si è anche sentito male per lo sforzo eccessivo a cui si era sottoposto nel disperato tentativo di salvare V Wars: “Sono anche finito in ospedale. Era il mio anniversario di matrimonio e ho mandato una foto a mia moglie dal letto d’ospedale, collegato a tutti i tubi“.
Ian Somerhalder, il momento in cui ha pensato: “Basta, me ne vado”.
Alla fine la serie è uscita ed è andata bene: “È stato un successo, è arrivata al primo posto in 103 Paesi di 120. Poi i dirigenti hanno iniziato a litigare tra di loro e qualcuno in silenzio ha cancellato lo show. I vertici di Netflix erano molto dispiaciuti. Non sarebbe dovuto succedere“.
A quel punto Ian ha preso la decisione di ritirarsi e chiudere con lo showbiz: “Mi sono guardato allo specchio e ho detto a mia moglie: “Cavolo, ho 40 anni. Non voglio passare due anni della mia vita a fare qualcosa, lavorando così duramente, un anno completamente non retribuito, per poi vedere questo dirigente che ha avuto problemi al liceo e ora vuole esercitare il suo potere e cancella tutto. Non permetterò che la mia carriera e il mio sostentamento siano nelle mani di qualcuno che ha problemi con i genitori, o che non era popolare a scuola. Così ho staccato la spina. Punto e basta. Me ne sono andato. Questi dirigenti si lamentavano l’uno dell’altro e io pensavo: ma stiamo scherzando? Basta. Me ne vado“.
È un vero peccato che per dei problemi tra dirigenti, un talento come quello di Ian non sia più al servizio della tv e del cinema, per cose che poco hanno a che fare con l’arte. Chissà se un giorno ci sarà un progetto capace di convincerlo a rimettersi in gioco davanti alla macchina da presa.








