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Guadagni nello spettacolo, le cifre svelate da Andreas Muller e Simone Annicchiarico al GF Vip

Anthony Festa 21/09/2026

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Tra tutti i nuovi concorrenti del Grande Fratello Vip 9, Andreas Muller e Simone Annicchiarico si distinguono certamente per la loro schiettezza. I due non si sono fatti troppi problemi a raccontare dettagli della loro vita, del loro passato, ma anche a parlare di lavoro, progetti, cifre e dei problemi legati alle professioni artistiche.

Ieri notte, durante una chiacchierata in giardino, Andreas Muller e Simone Annicchiarico hanno concordato sul fatto che quasi tutte le attività professionali nel settore dell’intrattenimento non garantiscono sicurezza e stabilità e spesso nemmeno gli alti guadagni che il pubblico crede.

Andreas Muller e Simone Annicchiarico: “Non si può fare affidamento solo sui cachet”

Il vincitore di Amici ha confidato ai coinquilini di essersi allontanato dalla danza e più in generale dal mondo dello spettacolo e di aver aperto un’attività lo scorso dicembre, un negozio che vende principalmente articoli da collezione come carte Pokémon e pezzi di One Piece: “Ho aperto sulla Appia e sono contento, abbiamo tanti pezzi. Sto avendo delle soddisfazioni“.

Il figlio di Walter Chiari ha aggiunto che cercare di differenziare le entrate è una mossa intelligente e che fare affidamento solo sui compensi tv è rischioso, anche perché con il passare del tempo sono calati i cachet: “Ora non ci sono più i soldi di prima, le cose sono molto cambiate. Per farvi capire come non si guadagna più come una volta, vi racconto una cosa. Nel 1989 ero un ragazzino, per un’ospitata mi davano anche più di un milione di lire, che tra inflazione e tutto sono mille euro di oggi. Adesso se va bene mi danno 300 o 400 euro, ma al massimo. In generale in questo settore non ci sono più i cachet di un tempo“.

Le difficoltà dei ballerini

Andreas Muller, nel corso della chiacchierata con Simone Annicchiarico ha spiegato che i ballerini sono tra le figure che fanno più fatica a vivere del loro lavoro e della propria passione. Il gieffino ha fatto anche degli esempi concreti, rivelando di aver guadagnato al massimo 500 euro a serata durante i concerti in cui ha ballato: “Prendevo sui 500 euro massimo. Poi ti può andare bene che hai il tour lunghissimo come quello che ho fatto con Claudio Baglioni. Però ci sono anni in cui di lavori grossi magari ne fai uno solo e poi arrivano solo tante cose piccole. Io dai 19 ai 29 anni ho spinto e dato il massimo, poi ho visto che puntando solo sul ballo non c’era un ritorno. I ballerini sono spesso l’ultima ruota del carro. Agli eventi ci sono prima i cantanti, poi i soldi per i led, le luci, alla fine quello che avanza ce lo dividiamo noi. Si guadagna troppo poco in Italia. All’estero è diverso, in America, ma anche in Francia si guadagna di più“.

Megan Ria, che invece vive del suo lavoro di ballerina, è intervenuta e ha specificato che negli ultimi anni le cose sono cambiate e soprattutto con i tour dei cantanti, i guadagni sono più alti: “Hai ragione, spesso non ci sono soldi per noi ballerini, che però accettiamo tutto perché amiamo quello che facciamo. Però adesso le cose sono cambiate. Si guadagna un po’ di più nei tour e per i video musicali. Quanto ho guadagnato nei concerti? Non mi va di dirlo, non mi sembra bello“. Va detto che Megan ha ballato in concerti come quelli di Elodie, dove i ballerini sono figure centrali per lo show e quindi è comprensibile che vengano retribuiti meglio che in altri spettacoli.

Il ballerino era anche arrivato a provare una sana invidia per i suoi genitori e per il loro lavoro stabile: “Per un periodo ho anche invidiato i miei genitori che fanno i baristi, ma anche chi conosco che fa l’operaio. Almeno loro hanno degli stipendi fissi e sicuri. I miei mi dicevano, ‘ma tu guadagni più di noi’. Però è diverso, un anno posso guadagnare bene e quello dopo no. Era tutto troppo instabile, vivevo con una grossa incognita“.

Con molta onestà, Andreas ha concluso la sua riflessione sulle difficoltà dei ballerini, ammettendo di avere un carattere non semplice, tanto che in alcune situazioni ha avuto delle frizioni con i suoi datori di lavoro: “Inoltre non sono fatto per stare sotto altri. In alcuni contesti grandi io non contavo quasi nulla, chi stava sopra di me magari non mi trattava benissimo e io, che sono una testa calda, non reagivo bene, anche se so che lì dentro valevo come uno straccio e che contavo poco”.

Foto: Endemol Shine Italy

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